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Questura in vendita: Ministero moroso da 13 anni, la Città Metropolitana lo sfratta

Il Ministero dell'Interno non paga l'affitto di 570mila euro annui dal 2003, così la Città Metropolitana, proprietaria dell'immobile di via Diaz, lo sfratta e mette tutto in vendita

Una storia quasi surreale, se non fosse che è vera: la Città Metropolitana mette a bando, sulla base dell'offerta del fondo pubblico Invimit, l'immobile di via Diaz - dove si trova la Questura - e la caserma dei Carabinieri di Sampierdarena.

Sbarca dunque sul mercato immobiliare l'imponente edificio di via Diaz, 12mila metri quadrati di uffici e parcheggi costruiti tra il 1935 e il 1937 dall'architetto Alfredo Fineschi. Ma è il motivo di questa scelta ad avere dell'incredibile: la Città Metropolitana, proprietaria dell'immobile, l'ha affittato al Ministero dell'Interno che vi ha posto la Questura. Ebbene, è dal lontano 2003 che il Ministero non paga l'affitto di 570mila euro annui.

Dopo anni di solleciti, fanno sapere dalla Città Metropolitana, lo scorso novembre è partita la lettera di sfratto, seguita pochi giorni dopo da un decreto ingiuntivo del Tribunale.

Il bando è un obbligo di legge in seguito all'offerta di acquisto di 15 milioni di euro fatta lo scorso 6 novembre dal fondo comune immobiliare I3 Patrimonio Italia, creato dalla società pubblica Invimit per acquisire immobili di enti locali, in particolare Province e Città Metropolitane.

Nello stesso bando, sarà in vendita anche Villa Grimaldi, proprietà della Provincia e poi Città Metropolitana dal 1908 e sede della caserma dei Carabinieri di Sampierdarena dal 1939. La villa, di oltre 4mila metri quadrati, è di origine cinquecentesca, e l'offerta di I3 Patrimonio Italia che fa da base d'asta è di 2,7 milioni di euro. In questo caso l'affitto annuo è sempre stato pagato regolarmente dall'Arma.

Su entrambi i palazzi esistono vincoli posti dalla Soprintendenza: non si può cambiare la destinazione d'uso, e deve essere mantenuta l'attuale consistenza architettonica e distributiva.

Il ricavato della vendita dei due immobili ammonterebbe come minimo a 17,7 milioni di euro: una cifra che permetterebbe di far respirare almeno per un po' le casse della Città Metropolitana, e potrebbe essere investita in opere pubbliche su viabilità e patrimonio edilizio scolastico.

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