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Questura, il giorno di Sergio Bracco: «Andrò tra i genovesi per dimostrare che ci siamo»

Si è insediato in mattinata il nuovo questore, che prende il posto del predecessore Vincenzo Montemagno. Tanti i nodi da sciogliere in questo nuovo incarico, ma «ce la metterò tutto per migliorare le condizioni di sicurezza della città»

«Non ho intenzione di rimanere chiuso in ufficio: andrò nei quartieri, tra i cittadini, per mostrare loro che noi ci siamo, che non sono abbandonati»: questa la promessa che Sergio Bracco, nuovo questore di Genova, ha fatto alla cittadinanza nel giorno del suo insediamento ufficiale, sottolineando che «non dirò mai che sono in grado di garantire perfette condizioni di sicurezza cittadini, ma prometto che contribuirò a migliorarle con tutto il mio impegno».

Bracco, 57 anni e origini napoletane, è stato inviato nel capoluogo ligure dal capo della polizia, Franco Gabrielli, per prendere il posto di Vincenzo Montemagno, prossimo alla pensione: da Roma, dove ha ricoperto un importante incarico al Dipartimento di Pubblica Sicurezza al ministero degli Interni (in precedenza è stato questore di Avellino e vicario della questura di Bologna), ha preso in mano le redini degli uffici di via Diaz ammettendo che «non conosco ancora Genova come vorrei, ma approfondirò la conoscenza: studierò a fondo, e poi mi metterò al lavoro. So che questo è un incarico impegnativo, e farò il massimo per ripagare la fiducia che mi è stata accordata».

Inevitabile, nel giorno della presentazione ufficiale alla stampa, un accenno alle problematiche che riguardano la città, dai migranti al degrado in cui versano quartieri importanti come il centro storico e Sampierdarena passando per la minaccia del terrorismo e le difficoltà nel trasmettere ai cittadini un adeguato senso di sicurezza: «Questo è un momento difficile per la sicurezza in generale in tutta Italia, ma stiamo lavorando tanto, e credo anche bene. Contrastiamo il terrorismo con attività di prevenzione che sino a oggi si è rivelata efficace, e cerchiamo di gestire nello stesso modo anche il fenomeno dell’immigrazione, nonostante l’emergenza e gli arrivi sempre più frequenti. Ma la situazione sta migliorando».

«Il dato significativo, a mio parere, è che in Italia, Genova compresa, ci sia stato un calo dei reati pari al 7 per cento. Eppure i cittadini non ne hanno percezione, anzi, si sentono sempre meno sicuri. E il nostro compito è proprio cambiare questa percezione: non ho una bacchetta magica, ma da parte mia prometto che lavoreremo tutti insieme per migliorare le condizioni dei genovesi, affrontando priorità come il centro storico o le periferie», ha proseguito il nuovo questore, sottolineando che «sono ottimista, la nostra squadra è molto valida, e sono convinto che lavoreremo molto bene anche con il prefetto, che ho conosciuto stamattina. Non resterò chiuso in ufficio, ma incontrerò i cittadini per conoscere meglio loro e le problematiche che affliggono la città».

Tanti i nodi da sciogliere, dunque, compresa una carenza di organico con cui «bisognerà fare i conti, ma non adesso. Se ne parlerà in autunno. Per ora mi metto a studiare - ha concluso il questore - le difficoltà non saranno poche, Genova è una città bella e grande, ma le affronteremo».

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