“L'estintore come strumento di pace”, il questore diffida il Coisp da manifestare

Dichiarazioni del segretario regionale del sindacato

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

«Prima ci hanno vietato di manifestare in piazza Alimonda, poi l'anno scorso ci hanno impedito di organizzare qualsiasi manifestazione su tutto il territorio Provinciale di Genova il 20 luglio ed ora finalmente siamo arrivati alla diffida a organizzare qualsiasi iniziativa mediatica dall'8 al 21 luglio in piazza Alimonda connessa alla manifestazione dal titolo “l'estintore come strumento di pace”, manco fossimo i peggiori criminali che vi siano sul territorio genovese. Ora non mi resta che aspettare che prima o poi venga emessa una denuncia penale a mio carico (con qualche motivazione assurda e priva di senso!) o un Daspo solo per aver osato cercare di far valere un diritto costituzionalmente garantito da questo stato: manifestare!!!».

Un furente Segretario Generale Regionale Coisp Matteo Bianchi inizia così il suo intervento in merito al divieto emesso dal Questore di Genova di poter organizzare qualsiasi manifestazione da parte del Coisp come invece già annunciato da tempo. «A pochi giorni dalla conferenza stampa in cui si sarebbero svelate le manifestazioni organizzate in piazza Alimonda da questa O.S. per il 20 luglio, puntuale come le peggiori disgrazie è giunto da parte del Questore pro tempore di Genova dott. Montemagno, oltre al solito il divieto di organizzare la manifestazione il 20 luglio in occasione della ricorrenza del G8 genovese da parte di questa Sigla Sindacale, addirittura una diffida dallo svolgere qualsiasi iniziativa mediatica correlata appunto alla manifestazione stessa dall'8 al 21 luglio in piazza Alimonda; in pratica il Sig. Questore di Genova considera i poliziotti genovesi e chi li rappresenta dei pericolosi criminali pronti a scatenare la propria rabbia peggio dei peggiori delinquenti!! Tutto ciò a noi pare inaccettabile, soprattutto quando sono ormai anni che chiediamo con largo anticipo e nelle dovute maniere semplicemente di poter organizzare un dibattito serio, critico e costruttivo in piazza Alimonda per analizzare i fatti accaduti in quella tragica giornata di 15 anni fa. Se lo stesso Questore fosse così zelante anche nel cercare di risolvere i noti problemi di criminalità che affliggono Genova, a quest'ora molti di quegli stessi problemi sarebbero già stati ampiamente risolti! E invece no! L'unica priorità che sembra affliggere il Dott. Montemagno è quella di impedire ai poliziotti di svolgere un'attività garantita dalla Costituzione Italiana e cioè quella di manifestare trattando, parte degli uomini, che disgraziatamente lavorano nel territorio ove egli svolge il delicato compito di Questore come la peggior feccia che ci sia!!! La cosa ridicola è che la richiesta di poter usare piazza Alimonda è stata inoltrata ben 3 anni fa e non è servita a nulla anche se durante questi mille e più giorni a nessuno, Questore compreso, è venuto in mente di dirci alcunché!!! Non vediamo come sia possibile che il Questore di Genova possa solamente anche pensare a pianificare la sicurezza di una città problematica come Genova se in tre anni non ha trovato il tempo, tranne che a pochi giorni dalla conferenza stampa e quando ormai l'organizzazione è quasi giunta al termine, nonché la voglia di comunicare a questa O.S. eventuali perplessità sullo svolgimento della manifestazione; si sono aspettati invece sempre gli ultimi giorni, quando ormai la macchina organizzativa si è messa in moto (e di questo qualcuno dovrà darne conto), per dire a chi rappresenta le Forze dell'Ordine “no, voi non avete diritto di dire la vostra e di manifestare perché lo dovete fare in altre giornate e luoghi!!!”. Tutto questo è inaccettabile sia per Genova che per i cittadini e le Forze dell'Ordine e non è sicuramente degno di una democrazia quale l'Italia dovrebbe essere!».

«Il Coisp - continua Bianchi non vuole che il G8 genovese venga sempre e comunque ricordato solamente tramite la versione dei fatti che ne dà una sola parte della società, ma vorrebbe che finalmente sui tragici fatti accaduti il 20 luglio di 15 anni fa, si aprisse una discussione seria, critica ed approfondita al solo fine di analizzare gli eventi per quello che sono stati allo scopo di scrollare di dosso dalle Forze dell'ordine quell'aura di criminalità impunita che, a torto, troppo spesso viene attribuita a chi invece della legalità ed il rispetto delle leggi ne fa, quotidianamente, il proprio faro guida. Comunque il 13 luglio prossimo - conclude Bianchi - la conferenza stampa in vista della ricorrenza del G8 genovese si farà e si con buona pace del Sig. Questore di Genova che invitiamo sin d'ora a prendere seriamente in considerazione l'idea di fare un passo indietro e rimettere una carica che evidentemente non riesce a gestire poiché non ci pare possibile né tantomeno istituzionalmente corretto considerare parte dei poliziotti genovesi dei potenziali criminali ai quali va negato persino il più elementare dei diritti costituzionalmente garantiti: parlare e dire la propria! Questa non è democrazia!».

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