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Cronaca Quarto / Via Romana della Castagna

L'ecomostro con le antenne per la telefonia, a 80 metri dall'asilo

Il Municipio Levante prende posizione contro l'installazione, nata in origine come base radiofonica per comunicare con le navi, e ora utilizzata dalle compagnie di telefonia per posizionare i propri ripetitori. Nel raggio di 150 metri si trovano due asili e una scuola elementare e poco più in là una residenza per anziani

"Attivarsi affinché possano essere trovate soluzioni alternative al fine di preservare il paesaggio, l'ambiente circostante e la salute". È l'impegno che si è assunto il Municipio Levante, approvando, con 19 voti a favore, un astenuto e zero contrari, la mozione, presentata dalla consigliera di Fratelli d'Italia, Antonella Benvenuti, in merito al traliccio con installazione di antenne telefoniche tra viale Quartara e via Romana della Castagna a Quarto.

Un 'ecomostro', come lo ha definito la consigliera nel suo intervento in occasione della seduta di martedì 21 maggio 2024, che svetta a poche decine di metri da due asili, una scuola primaria e una residenza per anziani. La maxi antenna è lì da decenni, ma ora il problema che si pone deriva dalle leggi in essere.

Per inquadrare meglio la questione prendiamo in prestito la mozione, votata (e in questo caso bocciata) sempre martedì ma in consiglio comunale, presentata da Mattia Crucioli, che ricorda: "allo stato attuale i limiti dei campi elettromagnetici (valori di attenzione e obiettivi di qualità) vigenti sono pari a 6 V/m e l'articolo 10 della legge 30.12.2023, numero 214, stabilisce che, una volta scaduto il termine di 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge 214/2023, in assenza di specifiche previsioni regolamentari di adeguamento, e sino a quando le stesse non sono definitivamente adottate, entrerà automaticamente in vigore un valore pari 15 V/m, valore che dunque supera il doppio di quello attualmente vigente".

"Sussiste un serio rischio - fa notare Crucioli - che tale valore provvisorio possa essere addirittura incrementato al di sopra del valore di 15 V/m in forza di decreti ministeriali ex art. 4 co. 2 e 3 L. n. 36/2001, espressamente citati dall’art. 10 co. 1; un innalzamento dell'attuale limite dei 6 V/m, in ottica di ragionevolezza, prudenza e sostenibilità dovrebbe essere determinato soltanto all'esito di comprovate evidenze di tipo medico-scientifiche e non in base a scelte politico-economiche o esigenze tecnologiche funzionali ad interessi diversi da quello primario della salute dei cittadini".

Come ha ricordato nella sua premessa la consigliera Benvenuti, il Comune è già intervenuto di recente in due casi, alture di Sampierdarena e via Duse in Albaro. E, aggiungiamo noi, altri Comuni, soprattutto nel Tigullio, a differenza del nostro, hanno adottato azioni per bloccare l'aumento dei limiti per i campi magnetici.

Il Comune di Genova, come ogni volta che le proposte arrivano dalla minoranza, ha deciso di respingere al mittente la mozione di Crucioli, ma conferma l'intenzione di voler adottare un regolamento per questo tipo di impianti. E chissà che non decida d'intervenire anche questa volta per avviare un dialogo tra le parti in vista di soluzioni alternative.

"In via Romana della Castagna - ricorda Benvenuti nella sua mozione - da molti anni svetta una torre alta più di 30 metri, orrenda, bianca e rossa, dotata di segnalazione luminosa per i velivoli, perché è talmente alta che c'è pericolo di impatti, che era un'ex stazione radiofonica, usata all'epoca per comunicare con le navi. Per molti anni è rimasta vuota, erano due, una è stata abbattuta, quella a ovest, perché vuota, e quella a est, vuota lo stesso, però da alcuni anni è stata utilizzata dalle compagnie telefoniche per l'installazione di antenne, che oltretutto adesso verranno pure potenziate".

"Nel 2008 si era già sollevata una protesta dei residenti - ricorda la consigliera -, c'è stata un'assemblea pubblica, proprio nella sede del Municipio IX, con i tecnici delle compagnie di telefonia mobile. Si rileva che ci troviamo all'interno di una zona sottoposta a vincolo paesaggistico, adiacente a un sito storico, che è via Romana della Castagna, che è un antico tracciato medioevale della Via Aurelia, che attraversa i nuclei più antichi del levante, con numerose ville storiche, villa Quartara, villa Gervasoni, c'è l'abbazia della Castagna, ci sono gli antichi lavatoi, e case che risalgono al 1700".

"Considerando che - prosegue Benvenuti - questo 'ecomostro', perché di 'ecomostro' si tratta, svetta a pochissimi metri dalle abitazioni residenziali, adiacente a una creuza di valore storico, a poca distanza ci sono due asili e una scuola elementare, oltre alla casa di riposo per anziani Don Orione, che sono molte le preoccupazioni per la salute dei residenti sugli effetti a lungo termine dell'esposizione prolungata e continuativa, oltre che per la salute dei bambini, che frequentano la scuola e i due asili".

"Pertanto s'impegna il Municipio e la giunta - si legge nella mozione - ad attivarsi con le autorità competenti, come già fatto per altre installazioni, e con le compagnie telefoniche, affinché possano essere trovate soluzioni alternative al fine di preservare il paesaggio, l'ambiente circostante, la salute dei residenti, degli anziani e dei lavoratori della casa di riposo, dei bambini e delle maestre, che frequentano le scuole. E a sostenere un'iniziativa a livello comunale, riguardo l'introduzione di un regolamento per l'installazione degli impianti e a tutela degli spazi sensibili".

Uno dei sue asili in questione, quello più vicino, dista un'ottantina di metri dalla maxi antenna, mentre la scuola elementare e l'altro asilo sono a una distanza di circa 150 metri.

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