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Cronaca Chiavari

"La pulce nell'orecchio contro la violenza settaria", l'impegno della famiglia Repetto in attesa del processo di appello

L'associazione guidata da Rita Repetto continua le iniziative di sensibilizzazione dell'opinione pubblica con incontri nelle scuole e conferenze pubbliche raccontando la storia di Roberta, la 40enne uccisa dalle metastasi di un tumore dopo l'asportazione di un neo sul tavolo della cucina del centro Anidra di Borzonasca

Prosegue l'impegno di Rita Repetto, attraverso l'associazione 'La pulce nell'orecchio', per raccontare e sensibilizzare l'opinione pubblica e le persone sui rischi della violenza psicologica di tipo settario. Rita è la sorella di Roberta, la 40enne uccisa dalle metastasi di un tumore dopo l'asportazione di un neo sul tavolo della cucina del centro Anidra di Borzonasca. Tragica vicenda che ha portato alle condanne in primo grado del 'santone' del centro olistico Paolo Bendinelli e del medico bresciano Paolo Oneda, con un processo che prosegue dopo il ricorso in appello. La prima udienza è stata fissata per martedì 11 luglio 2023.

Segnalibri contro le sette e incontri pubblici, l'impegno della Pulce nell'oreccchio. Foto

"Siamo tutte roberta", conferenza su violenza e manipolazione mentale

Da oltre due anni la famiglia porta avanti la battaglia per avere giustizia, abbinandola a progetti di sensibilizzazione, un impegno iniziato attraverso una pagina Instagram (@la_pulcenellorecchio) e  formalizzato con la nascita dell'associazione. Tra martedì 6 e mercoledì 7 giugno 2023 si è svolto, prima a Chiavari nella sala di Palazzo Rocca e poi a Genova nella sala trasparenza di Regione Liguria, l'incontro "Donne e percorsi, siamo TUTTE Roberta", conferenza pubblica sulla violenza e manipolazione mentale, che riflette su questo tema così importante partendo dalla vicenda di Roberta Repetto. Oltre alla sorella Rita hanno partecipato la psicologa Lorita Tinelli, Carmen Falcone, coordinatrice e ideatrice del progetto, e la criminologa Roberta Bruzzone. 

Segnalibri agli studenti per riconoscere i segnali delle vittime di violenza psicologica

Nella giornata di giovedì 8 giugno, invece, è andato in scena presso il liceo scientifico sportivo "A. Gianelli" di Chiavari un nuovo appuntamento del progetto "Una pulce nelle scuole". Come già fatto in altri istituti vengono donati agli studenti segnalibri che contengono una illustrazione ad acquerello realizzata da Roberta Repetto e un elenco dei segnali comportamentali che devono far suonare un campanello d’allarme. "Ha il vantaggio di essere facilmente consultabile per le sue ridotte dimensioni - spiega Rita Repetto - e non solo vuole sensibilizzare sulla realtà settaria ma anche  veicolare un messaggio di speranza e bellezza, grazie all’acquerello realizzato da mia sorella, cosi colorato e vivace. Ringrazio la preside Daniela Loero per aver aderito. Ho consegnato i segnalibri ai ragazzi delle classi II, III e IV che, in rispettoso silenzio, hanno ascoltato quando accaduto a mia sorella, sono certa di aver messo loro la 'pulce nell'orecchio'. Per aderire al progetto è possibile contattarci al 3921560551". Nei giorni scorsi Rita ha anche incontrato, nell'ambito del Festival della Parola di Chiavari in cui è stato realizzato un contest dedicato alla memoria della sorella, il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, a cui ha donato uno dei segnalibri: "Un magistrato che con estremo coraggio combatte in prima linea  le mafie e la criminalità organizzata, ha ascoltato con interesse quanto accaduto e ha deciso di sostenere l'associazione, perché quanto accaduto a Roberta non succeda più". 

I campanelli di allarme 

I campanelli di allarme  sono molteplici, dall'allontanamento dalla propria famiglia alla venerazione di una persona in particolare, e poi l'incapacità di prendere decisioni autonome, la perdita di pensiero critico, la modifica dei comportamenti alimentari e l'improvvisa sospensione di trattamenti medici, se in atto. E ancora, risposte evasive su domande inerenti la nuova vita o cambiamenti drastici nel modo di vestire. Tutti comportamenti che non devono essere sottovalutati e devono spingere ad agire nel più breve tempo possibile, per il bene della persona che si ritiene possa essere entrata in contatto con un culto distruttivo. 

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