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Fondi tagliati agli hotel che ospitano migranti: protesta davanti alla Regione

«La Liguria è una regione accogliente, no alle leggi razziste», scrivono gli organizzatori di Linea Condivisa: appuntamento l'8 maggio. E un'avvocata bolognese si offre di difendere gratis gli albergatori

«La Liguria è una regione accogliente, no alle leggi razziste»: con questo slogan è stato organizzato per mercoledì 8 maggio un presidio in piazza De Ferrari contro il recente provvedimento approvato dalla Regione che taglia i contribuiti turistici agli alberghi e alle strutture ricettive che hanno dato disponibilità per accogliere migranti, così come richiesto dalle prefetture nell’attuazione del piano Sprar, il piano nazionale di ripartizione dei richiedenti asilo e rifugiati.

L’appuntamento è per le 18 davanti al palazzo della Regione: «Questa legge è discriminatoria ed è retroattiva, infatti va ad agire sulle imprese liguri che negli ultimi 3 anni - in piena legittimità - hanno svolto una regolare attività di accoglienza - scrivono gli organizzatori di Linea Condivisa - Palesa inoltre l'incoerenza di chi professa un “prima gli italiani” e poi va a penalizzare economicamente lavoratori italiani che hanno risposto a un bando pubblico emanato dalle prefetture, in cui veniva richiesto supporto su servizi che lo Stato non è stato in grado di fornire».

A oggi sono un centinaio le adesioni arrivate via Facebook, e anche la Cgil genovese e ligure ha annunciato l’intenzione di aderire e partecipare al presidio: «La norma infatti colpirà pesantemente strutture ricettive alberghiere del territorio con conseguenze dirette sulle attività e sul personale dipendente. Le stesse strutture saranno messe in condizioni di non poter competere con altre realtà che non hanno raccolto l’invito fatto dalle Prefetture creando così delle discriminazioni non solo sociali, ma anche economiche».

L’avvocata bolognese: «Pronta a far causa alla Regione per discriminazione»

Della legge proposta dalla Lega, e della sua approvazione, si è discusso parecchio nei giorni scorsi, con il governatore ligure Giovanni Toti che ne ha preso le difese definendola «di buon senso». In molti, però (in primis le opposizioni) hanno puntato il dito sui possibili profili di incostituzionalità e la retroattività della legge. E un’avvocata bolognese, Cathy La Torre, si è già fatta avanti dicendosi disponibile a difendere gratuitamente le strutture ricettive che decideranno di fare ricorso.

«Ricordo che discriminazione è “trattare meno favorevolmente qualcuno in ragione di ciò che è o di una sua condotta”. Per questo vorrei fare causa alla Regione Liguria - ha fatto sapere - Se siete albergatori o imprenditori del turismo colpiti da questa norma discriminatoria, sarò felice di assistervi pro-bono. La discriminazione si combatte ovunque, io lo faccio anche nelle aule di tribunale»

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