Cronaca

Malata grave sceglie la morte in Svizzera, la Procura apre un'inchiesta

L'ipotesi di reato è di omicidio del consenziente, il fascicolo è stato aperto contro ignoti per i fatti che risalgono alla fine del 2016

La Procura di Genova ha aperto un’inchiesta su una donna che alla fine del 2016 aveva sceltro la strada del suicidio assistito recandosi in una clinica del Canton Ticino in Svizzera. 

La 60enne genovese, affetta da una grave malattia neurologica aveva deciso, senza renderlo noto ai suoi familiari, di contattare un'associazione che si occupa di fine vita e di farsi portare da un'ambulanza a Lugano. I parenti avevano denunciato la scomparsa dell'amata per scoprire, in seguito alle indagini della polizia, che la donna aveva deciso di porre fine alla sua vita con l'eutanasia.

Il reato ipotizzato dalla Procura è quello di omicidio del consenziente, il sostituto procuratore di Genova aveva chiesto alla Svizzera i nomi dei responsabili che avevano materialmente posto fine alla vita della donna, ma le autorità svizzere, nei giorni scorsi, hanno respinto la richiesta di rogatoria: in Svizzera non esiste il reato se non per motivi egoistici.

Il fascicolo è stato aperto contro ignoto anche perché il personale della pubblica assistenza che aveva trasportato la donna a Lugano non era a conoscenza che avesse scelto la "dolce morte".

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