Pré, turisti minacciati dai pusher annullano la vacanza: «Andiamo a Milano»

La denuncia del proprietario di un appartamento in via Pré, membro di un’associazione nata per promuovere il turismo in zona: «Se ne sono andati dopo due giorni, la prossima settimana ho ospite una famiglia e sono molto preoccupato»

Avvicinati da un pusher che prima gli ha offerto, ripetutamente, di comprare droga, e poi gli ha chiesto soldi per lasciarli passare. È successo in via Pré, zona oggetto di un recente progetto di riqualificazione da parte del Comune, a una coppia di turisti danesi.

A denunciare l’accaduto è Massimo Monteggia, che in via Pré ci abita e che lo scorso anno ha ristrutturato un altro appartamento per trasformarlo in casa vacanze. E se nel 2019 la situazione, pur complessa e nota a tutti, ha comunque consentito di accogliere turisti senza farli sentire poco sicuri, quest’anno è ormai fuori controllo: «Dopo il lockdown da coronavirus non ci sono più limiti - conferma Monteggia - Io la settimana prossima ho in arrivo una famiglia con due bambini. E sono molto preoccupato».

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Monteggia ha fondato, insieme con un’altra decina di proprietari di appartamenti, l’associazione Prenotando, finalizzata a fare rete per rilanciare la zona anche dal punto di vista turistico: una ventina gli immobili che ne fanno parte, e che rischiano di rimanere vuoti se i turisti, spaventati dalla presenza di così tanti spacciatori e dagli episodi di violenza e degrado, decideranno di cambiare meta. Che è poi quello che è successo a marito e moglie arrivati il 13 luglio dalla Danimarca, che nel giro di due giorni hanno lasciato le chiavi dell’appartamento già pagato per una settimana e sono fuggiti verso Milano.

«Io li ho accolti il 13, gli ho spiegato che cosa potevano visitare, non solo a Genova ma nelle riviere - spiega Monteggia - Gli ho consegnato le chiavi e sono rimasto a disposizione. Due giorni dopo mi arriva un messaggio in cui mi dicevano che avevano lasciato le chiavi sul tavolo e che se ne andavano perché non si sentivano a loro agio né sicuri. Ho provato a convincerli a restare, offrendo anche un appartamento a Sanremo, ma non c’è stato nulla da fare: sono stati molto gentili, mi hanno ringraziato per tutto e non hanno voluto rimborso. Ma se ne sono andati a Milano, e finiranno la loro vacanza lì. Cosa che è paradossale, vista l’attuale situazione».

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Quanto accaduto in via Pré è lo specchio di ciò che accade in molte zone del centro storico - come testimoniato anche da un giovane residente di via San Luca - ma amplificato. E persino per chi abita da tempo in una delle vie più problematiche del centro storico la situazione attuale è inedita e fuori controllo. Dopo la brevissima tregua data dal lockdown da coronavirus, la presenza di spacciatori è aumentata esponenzialmente, e anche un atteggiamento più baldanzoso che sembra essere dato anche dalla protezione fornita dalle mascherine sul viso. 

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Sempre giovedì pomeriggio, infatti, a una turista americana sono stati chiesti 10 euro per passare in via Pré. La situazione si è sbloccata grazie alla presenza di un amico genovese, ma il timore è i pusher possano iniziare a chiedere una sorta di “pizzo” ai turisti: «Se così fosse - commenta Monteggia in riferimento all’episodio - saremmo rovinati: la coppia di turisti danesi era la prima che ospitavo da gennaio, ed è finita così. Lunedì ho un’altra prenotazione, questa volta una famiglia, e sono molto preoccupato».

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