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Fra i clienti drogati e un assassino, ancora una chiusura per un bar in via Gramsci

Nuova sospensione della licenza per il titolare del bar, dove lo scorso 21 novembre, è stato sottoposto a fermo un soggetto, gravemente indiziato dell'omicidio avvenuto l'11 novembre nel centro storico

Il questore di Genova ha emesso un decreto di immediata sospensione per 40 giorni dei titoli che autorizzano la somministrazione di alimenti e bevande e la raccolta di scommesse a carico del titolare del Bar Lime in via Gramsci.

Il provvedimento, notificato venerdì scorso dal personale del commissariato di Pubblica Sicurezza Pré, è stato adottato per tutelare l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, in considerazione della pericolosità sociale del locale, frequentato abitualmente da soggetti pregiudicati, più volte risultati ubriachi e in possesso di sostanze stupefacenti.

Infatti, i servizi di controllo del territorio svolti dal luglio al novembre di quest'anno hanno consentito di riscontrare la costante presenza di soggetti con precedenti per reati contro la persona, in materia di sostanze stupefacenti e relativi alla normativa sull'immigrazione, nonché di sequestrare in diverse occasioni sostanze stupefacenti e di procedere nei confronti dei possessori.

In particolare, nel corso di un controllo effettuato dai carabinieri della stazione Maddalena lo scorso 21 novembre, è stato sottoposto a fermo un soggetto, gravemente indiziato dell'omicidio avvenuto l'11 novembre nel centro storico, mentre solo due giorni prima personale della polizia ha tratto in arresto, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Genova, un altro avventore che aveva appena assunto dello stupefacente nei bagni del bar e che, per eludere il controllo, aveva dichiarato un'identità falsa.

Il questore ha pertanto emesso la misura preventiva, prevista dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, in considerazione della situazione di criticità derivante dalla frequentazione del locale, che continua a rimanere ritrovo abituale di pregiudicati e punto di riferimento per attività illecite, nonostante cinque analoghi provvedimenti di chiusura emessi dal 2010 al 2013 e il cambio di gestione dell'attività, avvenuto nell'ottobre dello scorso anno.

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