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Delitto di Pegli, a Pra' una folla per i funerali di Adriano e Walter Lamberti

Un migliaio di persone si sono radunate in piazza Sciesa e davanti alla chiesa di San Rocco per porgere l'ultimo saluto a padre e figlio freddati a colpi di pistola davanti a un bar lo scorso 25 aprile

“Papà”: l’invocazione sale in un urlo disperato dalla figlia di Adriano Lamberti, il 51enne di origini sinti ucciso a colpi di pistola insieme con il figlio Walter davanti a un bar del lungomare di Pegli la sera del 25 aprile, mentre il corteo di familiari e amici accompagna le due bare nella chiesa di San Rocco, nel quartiere genovese di Pra’, dove i due abitavano con la famiglia.

Un quartiere blindato, con piazza Scesa chiusa al traffico per permettere al grande afflusso di persone di assistere al servizio funebre: oltre un migliaio quelli che si sono radunati nella piazza e nel sagrato della chiesa per rendere omaggio alle salme, strette intorno alla famiglia dei due uomini uccisi durante una lite degenerata da Salvatore Maio, 64enne di origini calabresi la cui abitazione, nelle ultime ore, è tenuta sotto stretta sorveglianza dalla polizia per timore di ritorsioni.

Un dolore palpabile, pur silenzioso e composto, espresso non soltanto dai tantissimi membri della comunità sinti, giovani e meno giovani, ragazzi e bambini, giunti da tutta Italia per porgere l’ultimo saluto alle due vittime, ma anche dai residenti che le conoscevano ormai da tempo. La funzione è iniziata come da programmi poco dopo le 10, più volte interrotta dagli applausi provenienti dalla chiesa gremita e dalle persone rimaste sul sagrato e in piazza perché impossibilitate a entrare per l’affluenza, e una volta terminata il corteo si è mosso verso Arenzano dove si trova la tomba di famiglia.

Nel paese rivierasco, la folla ha raggiunto il cimitero di via Marconi: lunghe code e traffico in quel punto proprio a causa della grande affluenza di automobili provenienti dal funerale. All'interno del cimitero strapieno, ancora applausi, lacrime e musica per ricordare Adriano e Walter, le cui salme - prima della sepoltura - sono state benedette dal prete in testa al corteo.

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