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Consigliera dell'M5s evoca Piazzale Loreto per Salvini, poi le scuse: «Paragone forte»

Stefania Giovinazzo su Facebook si sfoga sulla crisi di governo: «Attento caro Ruspa, la storia ci insegna che passare dall’avere le piazze gremite di persone che applaudono a finire a testa in giù è un attimo»

Prima il post su Facebook in cui invocava Piazzale Loreto per Salvini, poi le scuse e l’ammissione: «Ho usato un paragone forte». Autrice del post che nelle ultime ore sta facendo parecchio discutere è Stefania Giovinazzo, consigliera del Movimento 5 Stelle del Municipio Levante, che nelle ore in cui è scoppiata la crisi di governo è intervenuta sui social scagliandosi contro il ministro degli Interni e leader della Lega.

«Sei venuto meno alla parola data, anzi sottoscritta e firmata, ai tuoi elettri, i quali si erano riuniti nelle varie piazze delle città per fare una raccolta firme affinché fosse siglato il contratto di governo - ha scritto Giovinazzo nel pomeriggio di venerdì - Nel bel mezzo dei lavori ti svegli da una sbronza post serata e dichiari crisi di governo dimostrando la tua totale inaffidabilità, ma attento caro Ruspa, la storia ci insegna che passare dall’avere le piazze gremite di persone che applaudono a finire a testa in giù è un attimo».

Immediata la reazione dei rappresentati genovesi della Lega, con la consigliera comunale Francesca Corso che ha condiviso il post chiedendo se «siamo seri? Ma a che gioco sta giocando tutta questa gente? Pensate di continuare a fare politica, a qualunque livello vi troviate, augurando la morte a destra e a.. no solo a destra, a manca mai..?». Condanna è arrivata anche dall’assessore al Commercio del Comune di Genova, la leghista Paola Bordilli: «Post di un consigliere donna del Municipio 9. Cari signori - ha scritto su Facebook condividendo a sua volta il post - mi sa che la storia siete voi che dovete impararla... la democrazia».

Qualche ora dopo, Giovinazzo ha modificato il post: «Purtroppo questa frase è stata ampiamente strumentalizzata. Mi spiace se qualcuno si è sentito offeso per ciò che ho scritto, ho usato un paragone molto forte, ma credetemi, non è nella mia natura inneggiare all’odio - ha concluso - Da oggi posterò solo foto di gattini».

Da parte dei leghisti genovesi è arrivata la replica: «Bene la modifica del post, un ravvedimento di buon senso, ma ora ci aspettiamo le dimissioni - hanno scritto in una nota - Non basta un colpo di mouse a cancellare la gravità delle parole della consigliera del Movimento 5 stelle Stefania Giovinazzo che prima rievoca il fascismo augurando al Ministro dell'Interno Salvini di finire a testa in giù a piazzale Loreto e poi decide di modificare il suo post. Non basta di certo modificare qualche riga per cancellare le violenti parole scritte, da condannare, che ci fanno rabbrividire al pensiero che questa signora possa rappresentare i genovesi in un'istituzione. Invece di dare lezioni di coerenza, sarebbe meglio che la consigliera firmasse subito le proprie dimissioni. Solidarietà al Ministro Salvini per l'ennesima intimidazione subita».

Post contro Salvini, altro caso nel Municipio Medio Ponente

Nei giorni scorsi un’altra consigliera municipale era rimasta coinvolta in una polemica legata a parole forti usate su Facebook per criticare l’operato di Matteo Salvini, in particolare per l’approvazione del Decreto Sicurezza: «Se le donnine leghiste che in questa ore esultano all’idea di vedere donne incinte e bambini annegare avessero studiato un po’ di storia - aveva scritto la consigliera del Municipio Medio Ponente, Sara Tassara, capogruppo del Prossimo Medio Ponente - saprebbero che fine hanno fatto le traditrici che andavano coi fascisti». Il giorno dopo, anche a fronte delle numerose critiche arrivare, Tassara si era scusata.

«Ieri è stata una giornata difficile e dolorosa perché in Italia è stata approvata una legge che considero disumana, ingiusta e pericolosa. E questo mi colpisce e coinvolge.  Una legge che andava criticata nel merito, mantenendo toni rispettosi e adeguati alla politica di unione e inclusione che voglio perseguire - ha scritto sempre su Facebook, prima di chiudersi in un “silenzio social” - Inoltre l'incarico istituzionale che ricopro esige altri toni. Di questo mi scuso con quanti si sono sentiti offesi o hanno provato disagio. Non era e non è mia intenzione fomentare violenza o far sentire altre persone minacciate, sono cascata nel tranello di un dibattito che in ogni momento ci abitua all'attacco e all'aggressività, e ho ceduto all’uso di toni di pancia e non di testa. Mi prenderò un po' di tempo per pensare alle dimissioni, che mi vengono chieste da più parti, naturalmente parlandone nel merito con i compagni di viaggio della Lista Civica a cui faccio riferimento nella maggioranza del Municipio Medio Ponente, valutando tra l'altro le iniziative che abbiamo in corso come Consulta e quelle che abbiamo già portato a compimento».

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