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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca

Luciano Benetton lascia l'azienda, comitato Parenti Vittime Morandi: "Schifati dalle sue parole"

"Adesso spunta anche che il signor Luciano 'ha dovuto persino sopportare la tragedia del Ponte Morandi' - commenta Egle Possetti -. Lui ha dovuto sopportare?"

"Siamo senza parole, siamo allibiti, siamo schifati": sono queste le parole di Egle Possetti, presidente comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi, in reazione all'intervista rilasciata al Corriere della Sera da Luciano Benetton, in cui l'89enne co-fondatore dell'omonimo impero ha annunciato la sua intenzione di dimettersi da presidente del gruppo italiano di proprietà della sua famiglia. Lasciando al figlio 60enne Alessandro l'azienda e un rosso di 100 milioni da sanare. 

Il passaggio che ha suscitato la reazione del comitato è stato quello che dice che "persino il sopportare la tragedia del ponte Morandi sebbene il 'signor Luciano' [...] avesse da tempo lasciato qualsiasi attività in azienda per dedicarsi ai suoi progetti personali [...] l'aveva vissuta con la 'responsabilità' di chi sa di esserlo sia per quello che fai, sia per quello che non fai".  

"Adesso spunta anche che il signor Luciano 'ha dovuto persino sopportare la tragedia del Ponte Morandi' - commenta Possetti -. Lui ha dovuto sopportare? C’è molto rispetto per le persone anziane in noi, per le persone anziane che soffrono, che hanno perso un nipote, un figlio, una famiglia intera, per coloro che vivono di stenti, magari soli. Ma per questi anziani come il signor Luciano non può esserci umana pietà, non è umanamente possibile provare pena, noi percepiamo solo un groviglio alle budella". 

Benetton ha deciso di lasciare accusando l'amministratore delegato Massimo Renon di aver fatto precipitare i conti del gruppo. "Mi sono fidato di lui e mi sono sbagliato. Sono stato tradito nel vero senso della parola. Qualche mese fa mi sono reso conto che qualcosa non andava e che l'immagine del gruppo che il management ci presentava nelle riunioni del consiglio di amministrazione non era reale" ha raccontato al Corriere. 

"Non sono imprenditori brillanti allora, si potrebbe dedurre - continua Possetti - altrimenti non sarebbero stati così incauti, forse noi non capiamo nulla di imprenditoria, però abbiamo la certezza che non tutti gli imprenditori siano così, e ne siamo enormemente sollevati, anche per l’economia del paese, se tutti si facessero 'gabbare' sarebbe un vero disastro. Sono ormai anni che cercano in tutti i modi di santificarsi, di far riflettere nuovamente la loro  aureola di buoni imprenditori che per anni hanno avuto sul capo, ma non è più tempo ormai, le carte sono in tavola e sono scoperte. Sarebbe interessante capire dove siano finiti i fondi di bilancio spariti, sarebbe interessante capire se di fondi ne siano spariti altri, se ci siano società in perdita e quali siano i reali motivi".

"Ma questa - conclude Possetti - è un’altra storia".

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