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Danni causati dagli scavi per la fibra ottica, gli edili: «Fateci lavorare»

A oggi il Comune ha sborsato oltre un milione di euro per riparare ai danni causati dalle piccole aziende che si occupano degli scavi. E i sindacati scendono in campo

Non si placa la polemica relativa ai danni causati dalla posa della fibra ottica in città: dopo i numerosi guasti causati alle tubature idriche e del gas segnalati in diversi quartieri, da levante a ponente (Tursi ha confermato che arriverebbero quotidianamente decine di segnalazioni su asfalto danneggiato al giorno), anche i sindacati degli edili scendono in campo per puntare il dito contro la gestione degli appalti legati ai lavori per rendere la città “connessa”.

«Da tempo Fillea Filca Feneal presentano all'amministrazione comunale denunce di questo tipo - fanno sapere i sindacati - la gestione della posa della fibra ottica nel nostro territorio é completamente sfuggita di mano. Sono pochissime infatti le aziende che applicano il contratto dell'edilizia, regolari con la bilaterità locale e che hanno esperienza nel settore. Spesso non sono neppure del territorio e non generano alcuna occupazione locale». 

Fillea, Filca e Feneal puntano il dito contro «gare senza condivisione e un risparmio determinato dal ribasso solamente virtuale, poiché come si è visto gli scavi devono essere riaperti e le lavorazioni messe in sicurezza. La logica del subappalto e quindi del ribasso determina un crollo verticale della qualità delle lavorazioni e quindi dei livelli di sicurezza».

Da qui la richiesta all’assessore ai Lavori Pubblici, Paolo Fanghella, di organizzare al più presto un incontro e coinvolgere i lavoratori edili della regione: «Spesso i lavori vengono banditi direttamente da Roma o da altre città - conclude la nota - senza alcuna possibilità per il sindacato di intervenire nella costruzione delle regole per l'emanazione della gara».

Proprio nei giorni scorsi Fanghella ha confermato che su 20 km di scavi per la posa della fibra ottica, il Comune ha speso un milione di euro per riparare i danni provocati dalle ditte alla pavimentazione stradale. L’intenzione, ha spiegato l’assessore, è dunque quella di far pagare in anticipo i richiedenti e di affidare ad Aster i lavori di ripristino delle strade danneggiate, evitando così di dover pagare in anticipo per le riparazioni e attendere il rimborso da parte delle aziende: «In questo modo il comune s'impegna a garantire la realizzazione di lavori ben fatti e a norma di legge - aveva spiegato Fanghella a Genova Today - inoltre ci ritroveremo le strade nuove e avremmo dato lavoro ad Aster».

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