Cronaca

Esce in canoa con pistola e pesi deciso a togliersi la vita, salvato a Portofino

L'uomo, un ex pallanuotista torinese, ha lasciato un biglietto in cui spiegava di non riuscire più ad andare avanti, poi ha noleggiato un kayak a Recco e si è diretto verso il largo deciso a spararsi

Ha lasciato un biglietto in cui confessava di non riuscire più ad andare avanti, poi ha preso la sua pistola, ha noleggiato una canoa e si è diretto verso il largo deciso a togliersi la vita e a sparire nelle acque del promontorio di Portofino, appesantito dai pesi e dalla catena che si è portato dietro. A salvare in extremis un 74enne torinese è stato l’allarme lanciato dai familiari, e l’intervento provvidenziale dei carabinieri e della Capitaneria di porto, che sono riusciti a individuarlo prima che potesse portare a termine il proposito suicida.

L’allarme è scattato la mattina dopo Ferragosto, quando l’uomo, un ex pallanuotista, ha scritto un biglietto alla figlia rivelando una depressione che affonda le radici nella paura di invecchiare. Poi il viaggio sino a Recco, dove ha noleggiato una canoa e ha incominciato a pagaiare verso il largo. Nel frattempo la figlia, spaventata, ha contattato la madre, che ha a sua volta chiamato i carabinieri di Santa Margherita spiegando lo stato d’animo dell’ex marito. Le ricerche sono scattate subito, e i militari sono riusciti a individuare il 74enne a Recco grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza, restringendo poi il campo alla zona di Porto Pidocchio, tra Camogli e Portofino, con una telefonata in cui si sono finti impiegati.

A quel punto è entrata in azione la Capitaneria di Santa Margherita, che ha battuto il tratto di costa palmo a palmo sfruttando anche l’elicottero sino a individuare la canoa del 74enne. Che è stato raggiunto, calmato e poi accompagnato in ospedale, dove è stato sottoposto alle cure dei medici.

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