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Tarantola intrappolata in un carico di legname "sbarca" in porto: a trovarla un cane antidroga

Il ragno è rimasto "intrappolato" in un carico di legname proveniente dalla Colombia, resistendo alla fumigazione e a un mese di viaggio: intercettata dai carabinieri del Cites, è stata affidata a un esperto

Ha superato un lungo viaggio via mare senza cibo né acqua, nascosta in un carico di legname proveniente dalla Colombia, spaventando non poco gli operatori del porto di Genova che se la sono trovata davanti controllandolo su “suggerimento” di uno dei cani antidroga in servizio nello scalo genovese.

La “lei” in questione è la tarantola traghettata nel porto del capoluogo ligure nelle scorse settimane, un esemplare di “pseudoclamoris elenae” - nome scientifico con cui sono state recentemente ribattezzate alcune particolari specie di tarantole originarie dell’Amazzonia - tipica dell’Ecuador. Il ragno è stato scoperto durante un controllo di routine dei tanti carichi arrivati in porto, in questo caso dalla Colombia, grazie al fiuto di uno dei cani impiegati dall'Agenzia delle Dogane per questa tipologia di attività: il quattro zampe si sarebbe messo ad abbaiare furiosamente, spingendo a una verifica più approfondita che ha svelato la presenza dell’aracnide tra i tronchi tagliati.

Dopo lo stupore iniziale, è partita la chiamata ai carabinieri del nucleo Cites (ex forestali) della Liguria, che hanno preso in consegna il ragno per identificare la specie e verificarne le condizioni. Al termine degli esami - che hanno dimostrato non solo che la tarantola è sopravvissuta per circa un mese senza cibo, ma che ha anche resistito al processo di fumigazione cui vengono sottoposti i tronchi tagliati proprio per liberarli da parassiti e insetti - i militari l’hanno affidati a un esperto che ha curato diverse mostre sui ragni allestite al Museo Naturale Doria, e che se ne prenderà cura.

Il ritrovamento è stato inoltre segnalato all’Osservatorio ligure per la biodiversità (Li.Bi.Oss.), che con Arpal e altri enti sta portando avanti il progetto Aliem, che ha l’obiettivo di creare una rete interistituzionale e scientifica che consenta di condividere informazioni e buone pratiche per gestire al meglio il fenomeno delle specie aliene.

In questo modo è proprio la rete che può, intervenire in maniera tempestiva in caso di introduzione di specie che costituiscono serie minacce per la biodiversità dei nostri territori: la tarantola non fa parte di quelle oggetto del monitoraggio previsto nell’ambito del progetto europeo, ma la segnalazione è stata comunque inoltrata per dimostrare ancora una volta come il porto di Genova sia una vera e propria “porta di accesso” per specie considerate aliene, intese come non proprie del territorio. A oggi l’osservatorio ha raccolto la segnalazione di 334 specie aliene, di cui 94 invasive, tra vegetali e animali.

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