Porto petroli a Pra', il ponente insorge: «Un'offesa per 60.000 cittadini»

Il presidente del Municipio Ponente, Claudio Chiarotti, punta il dito contro l'assenza di comunicazione da parte di Comune, Regione e Autorità Portuale: «Un affronto alla comunità sia per il metodo sia per il merito»

Una doccia gelata: il Municipio Ponente, e i residenti del quartiere di Pra’, reagiscono con stupore e indignazione all’ipotesi dello spostamento del Porto Petroli di Multedo sulla diga davanti al Vte, ed è il presidente Claudio Chiarotti a esprimere tutta l'amarezza in una lettera aperta in cui punta il dito anche contro la mancanza di coinvolgimento della sua delegazione.

«Apprendo con stupore e disappunto come Autorità di Sistema Portuale del Mar Occidentale, Comune di Genova e Regione Liguria si incontrino venerdì per considerare i siti possibili per il trasferimento dei depositi costieri di Multedo tra qui quello della diga antistante il porto di Prà, di cui il territorio nulla conosce in merito se non preoccupanti titoli apparsi sulla stampa. Ritengo questo comportamento un affronto alla Comunità del Municipio Ponente sia per il metodo sia per il merito», scrive Chiarotti, ricordando l’istituzione del tavolo tecnico con l’Autorità Portuale e indicandolo come «la sede appropriata per esplicitare le problematiche e le proposte dei temi portuali afferenti il territorio».

«A nome dei 60.000 mila cittadini del Ponente che rappresento, esprime il mio forte sconcerto per la superficialità con cui viene affrontato un tema tanto importante e delicato, chiedo che il Comune e il Sindaco venga e risponda come è suo dovere alle legittime richieste del Consiglio di Municipio. Inoltre chiedo che mai più si pensi di affrontare questioni come queste che ricadono sul territorio del Ponente in assenza e senza nulla dire all’istituzione che li rappresenta».

A confermare l’impegno che il Municipio ha sempre investito nel trattare il tema è anche Filippo Bruzzone, capogruppo di A Sinistra in consiglio, che ha sottolineato che «il tema era già stato sollevato il mese scorso, avevamo presentato interpellanza fuori tempo massimo e avevamo chiesto l’urgenza, ma non eravamo riusciti a discuterla. La preoccupazione è tanta, sopratutto dal punto di vista dell’inquinamento: già paghiamo lo scotto dei fumi del porto. Il sindaco deve aggiornarci su quanto sia effettivo il progetto, e abbiamo già pronta un’interpellanza che verrà votata dal consiglio municipale e poi sottoposta alla giunta».

Le indiscrezioni su un possibile trasferimento del polo petrolchimico nella zona  della diga di Pra’ avevano iniziato a diffondersi nei giorni scorsi, affiancandosi a ipotesi molto più radicate, e cioè quella della centrale Enel sotto la Lanterna (la concessione scade nel 2020) e le aree ex Ilva.

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