Ananas e cocaina: svelati i traffici di Salvatore Ponzo, ucciso in Costa Rica

Maxi operazione della polizia. Sequestrati 219 chilogrammi circa di cocaina e arrestate 29 persone, fra queste Maurizio Ponzo, padre del 36enne, ucciso a fine maggio in Costa Rica

Un'importante operazione di polizia ha permesso di definire il contesto in cui è stato ucciso l'imprenditore genovese Salvatore Ponzo, 36 anni, titolare della ditta di export Tierra Nuestra Latina, freddato a colpi di pistola fuori dall'ambasciata italiana di San José in Costa Rica lo scorso 23 maggio.

La polizia ha smantellato due organizzazioni criminali dedite al traffico internazionale di stupefacenti e allo spaccio organizzato di piazza: sequestrati 215 chilogrammi di cocaina al porto di Livorno ed eseguite, tra l'Italia e la Spagna, due ordinanze di custodia cautelare a carico di 29 persone, prevalentemente italiani (due dimoranti a Barcellona), tre magrebini e un albanese, ritenuti a vario titolo partecipi di due associazioni per delinquere, la prima delle quali finalizzata al traffico internazionale di cocaina e, la seconda, allo spaccio organizzato di piazza.

La polizia, partendo dall'attività di distribuzione di strada della sostanza stupefacente a Milano è risalita ai fornitori della stessa, individuando l'organizzazione criminale che importava la cocaina dal Costa Rica, disarticolando il canale di traffico di sostanze stupefacenti in tutte le fasi che vanno dall'importazione sul territorio nazionale al consumatore.

L'attività investigativa si è sviluppata inizialmente su di un gruppo criminale capeggiato dai fratelli Cilione, Pietro e Giuseppe, originari della provincia di Reggio Calabria, e composta da diversi soggetti (la maggior parte dei quali legati da vincoli di parentela), che gestiva con una struttura di tipo “imprenditoriale” due distinte “piazze di spaccio” di cocaina: in maniera monopolistica il quartiere Bonola di Milano, con diversi punti di smercio della sostanza stupefacente, garantendo ai molteplici consumatori di cocaina un “servizio” ininterrotto dalle ore 10 circa alle ore 24 ed oltre, sette giorni su sette, festivi compresi; la zona adiacente il paese di Robbio, piccolo comune della provincia di Pavia con poco più di 5.000 abitanti.

L'organizzazione criminale è stata praticamente smantellata da una serie di arresti, sia di pusher che di fornitori, operati da questa Squadra Mobile, fondamentali per il riscontro delle tesi investigative con nove persone arrestate e circa 4 chilogrammi complessivi di cocaina sequestrata.

Dalle piazze di spaccio, attraverso uno dei fornitori, si è giunti all'organizzazione criminale che si occupava dell'importazione di ingenti quantitativi dal Sud America, facente capo a due italiani dimoranti in Spagna, identificati per Salvatore Ponzo e Marco Cademartori, titolari della società “Tierra Nuestra Latina”, e a un terzo italiano, Maurizio Ponzo (padre del primo).

Nei giorni 27 e 28 marzo 2017, presso il molo Darsena Toscana ovest nell'area portuale di Livorno, l'attività di indagine nei confronti di Ponzo e Cademartori ha consentito di sequestrare, con la collaborazione dell'Ufficio delle Dogane di Livorno, complessivamente 215 chilogrammi di cocaina nascosti all'interno di alcune casse di ananas contenute in due differenti container.

Nella giornata del 23 maggio 2018, Salvatore Ponzo è stato ucciso con armi da fuoco nello città di San Josè (Costa Rica) mentre si trovava, insieme alla compagna, nei pressi dell'ambasciata italiana. L'attività investigativa ha consentito di accertare l'organizzazione di almeno altre due importazioni di sostanza stupefacente, di imprecisato quantitativo, di cui una verosimilmente andata a buon fine, dal mese di ottobre 2017 al mesi di marzo 2018.

Nel corso dell’esecuzione della misura cautelare sono state eseguite numerose perquisizioni sia a carico dei destinatari che a persone legate a vario titolo agli stessi.

Nella circostanza Santo Tucci, appartenente al gruppo di importatori, persona già detenuta in regime di semi libertà, considerato uno dei vertici del clan dei “Cursoti milanesi” (gravato da precedenti per associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, plurimi omicidi, rapina, ricettazione, evasione, violenza privata), è stato trovato in possesso di circa 28 chilogrammi di hashish, circa 1,7 chilogrammi di cocaina, due pistole clandestine, un silenziatore per arma corta e 18 cartucce.

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Oltre al citato materiale sequestrato, la complessiva attività di indagine ha comportato il sequestro di 219 chilogrammi circa di cocaina (di cui 215 sequestrati al porto di Livorno in due container) e una pistola.

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