Cronaca

Nuovo ponte, Bucci sui dubbi della procura: «Fiduciosi di riuscire a rispettare i tempi»

Alla riapertura di via Perlasca, il sindaco-commissario assicura l'intenzione di lavorare di concerto con il team che segue l'inchiesta sul crollo: «Dobbiamo trovare il modo di andare avanti insieme»

Una ruspa al lavoro sul lato Ovest del Polcevera

«Dobbiamo lavorare insieme e tenere conto delle esigenze di tutti, cercando di trovare il modo di rispettare i tempi». Così Marco Bucci, sindaco e commissario per la ricostruzione del ponte Morandi, ha commentato le recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa dal procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, che ha espresso dubbi sulla possibilità che il ponte possa di fatto essere ricostruito entro la fine del 2019 e inaugurato nella primavera del 2020.

«Il procuratore ha ragione - ha detto Bucci a margine della riapertura di via Perlasca -  Ci sono esigenze specifiche, sta a noi trovare il modo per farle rispettare, in particolare per quanto riguarda quelle dei periti. Fa parte del nostro lavoro, e sta funzionando esattamente come deve funzionare. Abbiamo lavorato di comune accordo sino a oggi, e continueremo con lo stesso spirito».

Anche il governatore ligure Giovanni Toti ha riconosciuto l’esistenza di «esigenze della procura e del gip», confermando l’intenzione di trovare un modo per «lavorare tutti insieme, che è una cosa importantissima. Qui si lavora a diverse decine di metri d’altezza, in una valle che dà sul mare ed è sferzata dal vento. Se il meteo sarà clemente e non ci saranno imprevisti, come accade d’altronde in ogni cantiere complesso, ritengo possibile che si rispettino i tempi dati. Se poi il ponte non sarà finito a Natale 2019, ma a gennaio 2020, poco cambia: quello che è importante è avere iniziato i lavori, avere un progetto e stime di conclusione dei lavori. I rapporti con la procura sono sempre stati improntati sulla massima lealtà».

Il procuratore capo Cozzi, che coordina l’inchiesta sul crollo del Morandi, aveva espresso perplessità circa la possibilità di concludere la costruzione nella primavera del 2020, una stima basata sui tempi forniti dalla cordata Salini-Impregilo, Fincantieri e Italferr (12 mesi, 9 di costruzione e 3 di collaudi). Ma la demolizione non potrà iniziare sicuramente prima dell’8 febbraio, giorno dell’udienza dell’incidente probatorio, in cui verranno affrontati tempi e attività dei mesi successivi relativi alle indagini. Difficile, dunque, che il ponte possa essere demolito e i detriti rimossi entro i 2-3 mesi successivi. 

Bucci intanto ha spiegato che i reperti della demolizione della parte Ovest verranno custoditi sino a quando saranno necessari alla procura, e poi riutilizzati per interventi in area Morandi.

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