Costi, tempi e aspetto: cosa si sa sul nuovo ponte sul Polcevera

A costruire saranno Salini Impregilo, Fincantieri e Italferr su progetto di Renzo Piano. Dodici i mesi e 202 i milioni necessari per farlo

Il nuovo ponte sul Polcevera sarà costruito in 12 mesi dalla cordata formata da Salini Impregilo, Fincantieri e Italferr su progetto di Renzo Piano, costerà 202 milioni di euro e sarà pronto per i collaudi entro la fine del 2019: questi i cardini del decreto, il 19esimo, che il sindaco Marco Bucci ha firmato martedì 18 dicembre e che conclude, almeno su carta e formalmente, l’iter per l’assegnazione dei lavori di demolizione e ricostruzione del ponte Morandi.

Perché è stato scelto il progetto Salini-Fincantieri

«Siamo molto contenti del risultato ottenuto - ha detto Bucci in conferenza stampa - Da mercoledì mattina si inizia a lavorare 7 giorni su 7 per rispettare i tempi. Abbiamo chiesto a Renzo Piano di partecipare a tutto il progetto come supervisore tecnico, e lui ha accettato di affiancare il team per garantire la massima qualità». 

Poche le parole spese sul progetto Cigolai-Calatrava, che sino all’ultimo era in lizza per ottenere l’assegnazione: il commissario ha ringraziato il colosso di Pordenone, tenendo anche qualche porta aperta per un’eventuale collaborazione futura in caso di necessità. Sul perché sia stato preferito quello di Salini-Fincantieri, però, è arrivata una risposta diplomatica: «Abbiamo scelto questo progetto tenendo a mente i criteri di qualità, manutenzione, estetica, costi, tempi e facilità di realizzazione. L’idea progettuale è la stessa di Piano, ma non essendo stata fatta alcuna gara non è stato fatto alcun confronto».

L'endorsement del governo per Fincantieri non avrebbe invece condizionato la scelta, a detta di Bucci: «Per quanto mi riguarda, non ha pesato sulla scelta». Il decreto scende maggiormente nel dettaglio tecnico: il ponte sarà appoggiato su pile «nel rispetto della sensazione di avversione psicologica maturata in città dopo il crollo del “ponte Morandi” nei confronti di altre tipologie di ponti con parti sospese o strallate», e avrà una struttura mista in acciaio con pile in cemento armato «che consentono di coniugare l’alta qualità dei materiali con la necessaria durabilità dell’infrastruttura».

Salini Impregilo si occuperà dei lavori per la ricostruzione, Fincantieri fornirà le componenti, Italferr sarà invece incaricata della parte "ingegneering": «Le attività per la ricostruzione del viadotto Polcevera seguono quelle già svolte e quelle in corso d’opera da parte di Italferr in tutto il mondo - fa sapere il gruppo Fs, cui fa capo Italferr - Fra questi, si segnalano in Italia il ponte strallato sul fiume Po sulla linea AV Milano – Bologna, il Ponte metallico della linea Bologna-Venezia che scavalca l’autostrada A14. A livello internazionale, in India l’Anji Khad Bridge, ponte lungo 750 metri, in Serbia a Novi Sad il Ponte di Zezely sul fiume Danubio e in Siria il Ponte per la linea ferroviaria al Tabeje-al Bookamal sul fiume Eufrate».

Demolizione Morandi, Bucci: «Sei torri d'acciaio per reggere il viadotto»

In quanto verrà costruito il nuovo ponte

Nel decreto si legge inoltre che Salini, Fincantieri e Italferr si sono detti «disponibili a iniziare le opere di risoluzione delle interferenze e di spostamento dei sotto servizi il primo febbraio 2019, e a terminare il completamento dell’impalcato in quota entro il mese di dicembre 2019, così da anticipare al mese di dicembre 2018 le attività propedeutiche di indagine, progettazione, bonifica bellica, aree e piste di cantiere e risoluzione delle interferenze».

Bucci ha quindi confermato che in determinate fasi dei lavori i due progetti - demolizione e ricostruzione - procederanno di pari passo, e che tra gli obiettivi prefissati c’è anche quello di ottenere un contratto unico entro il 31 dicembre. I lavori di demolizione, ha sottolineato ancora, potranno iniziare già nelle prossime settimane dal lato Savona, nonostante che l’udienza per l’incidente probatorio, in cui di discuterà anche della demolizione con esplosivi, sia fissata all’8 febbraio. 

La ricostruzione, invece, dovrebbe iniziare a marzo, ma molto dipenderà dai tempi di demolizione, indissolubilmente legati a quelli dell’inchiesta: «Ribadisco che la demolizione è iniziata sabato 15 dicembre - ha detto seccamente Bucci - Le aree in cui sono state sistemate le gru non sono mai state sotto sequestro, lo è il ponte, che resta sotto sequestro per mantenere eventuali elementi probatori».

Quanto costerà il progetto di demolizione e ricostruzione

Al netto dell’Iva, il progetto di demolizione e ricostruzione del Morandi (ancora da decidere il nome del nuovo ponte, ed è pure stata avanzata, in modo semiserio, l’ipotesi di un contest per sceglierlo) verrà a costare 221 milioni di euro: 19 per la demolizione, 202 per la ricostruzione. 

A pagare il conto sarà (dovrebbe essere) Autostrade, come confermato da Bucci: «Il commissario deve inviare la lista delle spese ad Aspi, che avrà 30 gironi di tempo per pagare - ha spiegato - Se non risponderà, abbiamo l’autorizzazione a procedere con un prestito»

Come sarà il nuovo ponte 

Il nuovo ponte sarà «costituito da un impalcato d’acciaio, con una travata continua di lunghezza totale pari a 1100 metri, costituita da 20 campate.

Il progetto prevede 19 “pile” di cemento armato di sezione ellittica posizionate con un passo costante di 50 metri, a eccezione della campata sul torrente Polcevera e di quella sulle linee ferroviarie, dove l’interasse passa da 50 a 100 metri», soluzione che consente di limitare le dimensioni delle strutture e delle fondazioni. 

Confermate le 6 corsie - due per entrambi i sensi di marcia, più le due di emergenza - e confermata anche al forma a nave che tanto era piaciuta durante la presentazione ufficiale del progetto di piano: «Il nuovo ponte mi piace molto, perché rispetta l’estetica e l’essenza di Genova, città di mare, con le pile e l’impalcato che richiamano la prua e la sezione di una nave - ha detto Bucci mostrando il progetto - Avrà piloni sottili e snelli ma sarà una struttura solida, ben piantata, che va avanti passo dopo passo e raggiunge l’obiettivo. Sarà funzionale, ma anche bello».

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Polemica in consiglio comunale

Il progetto e l’ufficializzazione della firma del decreto sono stati annunciati nel corso del consiglio comunale, con richiesta di sospensione da parte di alcuni consiglieri delle opposizioni per seguirla (il sindaco in precedenza aveva preso la parola rimandando la discussione sulla ricostruzione, sollecitata proprio dai consiglieri di opposizione, al prossimo consiglio) e avere dettagli sul progetto. La richiesta è stata però bocciata dai consiglieri di maggioranza, che hanno voluto continuare con i lavori scatenando le accese proteste delle opposizioni, in primis del Pd.

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