Nuovo ponte, Bucci: «La data resta aprile 2020»

A un anno dalla prevista inaugurazione del nuovo viadotto sul Polcevera, il sindaco commissario si dice fiducioso che i tempi vengano rispettati

«Io continuo a pensare che riusciremo a farcela nei tempi che ci siamo prefissati»: a un anno esatto dalla data indicata per l’inaugurazione del nuovo viadotto sul Polcevera, il 15 aprile 2020, il sindaco Marco Bucci si dice fiducioso di riuscire a rispettare la tabella di marcia, e questo nonostante i “prevedibili imprevisti” di un cantiere delle dimensioni di quello per la demolizione e ricostruzione del ponte Morandi, e soprattutto la grande incognita legata all’amianto.

Sulla questione, in particolare sul ritrovamento di crisolito (pietre verdi che contengono naturalmente amianto utilizzate decenni fa per le grandi opere) anche nel troncone est, Bucci è apparso sereno: «Ce lo aspettavamo, non è niente di diverso rispetto a quanto ci prospettavamo», ha sottolineato, aggiungendo che «stiamo ovviamente vagliando le procedure necessarie per isolare qualunque contaminazione ambientale sia nell’aria sia al suolo. Le strade sono sempre due (esplosivo o demolizione meccanica, ndr), si tratta di decidere quale percorrere: penso arriveremo a una decisione a fine mese».

Il sindaco-commissario ha proseguito ricordando che «anche se sembriamo in ritardo, in realtà ci siamo. Anche se una cosa non si fa un determinato giorno, se ne fa un’altra. Il cronoprogramma dei lavori a oggi prevede ancora l’inaugurazione dal 15 aprile: non vedo ostacoli grossi oggi che ci debbano fare alzare un campanello di allarme».

In ambito ricostruzione, proprio oggi Alberto Maestrini, direttore generle di Fincantieri e presidente della joint venture PerGenov,a che con Salini Impregilo si occupa della costruzione del nuovo ponte, ha annunciato l'impiego di tecnologie smart simile a quella usata sulle navi per monitorare lo stato di usura del nuovo ponte.

«Si tratta di sensori intelligenti capaci di segnalare lo stato della struttura e la necessità di manutenzione», ha spiegato Maestrini, che ha confermato le date fornite da Bucci: «Sono sempre le stesse: a fine 2019 un ponte che si veda e a metà aprile 2020 un ponte che funzioni. Non ci sono motivi ostativi a che queste date si possano rispettare ferma restando la consegna delle aree». A oggi, infatti, il troncone est è ancora sotto sequestro da parte della procura, che ha fissato al 2 maggio il nuovo incidente probatorio.

Via Fillak riaperta a Pasqua, «massimo Pasquetta»

Resta da sciogliere, però, il nodo legato alle modalità di demolizione delle pile 10 e 11, quelle che incombono sulle case da demolire e per cui a oggi esiste soltanto un progetto che richiede l’uso di esplosivo: «Ci sono aziende che ci stanno lavorando, ma per ora non abbiamo una valida alternativa», ha ammesso Bucci.

Che ha addolcito la pillola confermando che la riapertura di via Fillak sarebbe comunque prevista a giorni: «Le 6 torri di acciaio sono ormai montate, la pila 10 in sicurezza, ed e dunque possibile riaprire la strada: se non sarà Pasqua sarà Pasquetta. Dopo potremo procedere quindi con gli ultimi accessi nelle case».

Demolizione pila 5, il vento rallenta i lavori

Nel cantiere lato ovest, intanto, la squadra dei demolitori attende di capire se è possibile procedere con la calata della sommità della pila 5, la prima del troncone ovest che verrà demolita meccanicamente con l’ausilio delle maxi gru arrivate dall’Olanda.

Per portare avanti le operazioni è necessario che il vento sia inferiore agli 11 nodi, e poco dopo le 14 è fissata una riunione per capire tempi e modalità di azione. La pila verrà demolita con una serie di tagli longitudinali che permetteranno di calarla a terra in sezioni: il tempo stimato per l’intera demolizione è di circa 10 giorni, nel frattempo procedono anche le operazioni propedeutiche alla ricostruzione, che inizierà dalla pila 6.

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