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Demolizione ponte Morandi, confermati giorni di ritardo per l'esplosione delle pile 10 e 11

Tra il 24 e il 30 giugno dovrebbe arrivare la prima parte del nuovo viadotto, direttamente dallo stabilimento Fincantieri di Castellamare di Stabia

Slitta l'esplosione delle pile 10 e 11 del ponte Morandi: a margine di un incontro dedicato alle infrastrutture a cui ha partecipato anche la joint venture che si occupa della ricostruzione, il sindaco Marco Bucci ha parlato delle giornate del 27-28 giugno, mentre dalla riunione della commissione esplosivi non è emersa una data specifica: «Non esprimiamo pareri sulla data di demolizione - dice il Prefetto Fiamma Spena - che non dipende da noi. Ci sono fattori che la struttura commissariale deve valutare per stabilire la data, come l'arrivo del detonatore. In ogni caso, tutti i verbali della commissione saranno mandati in Questura per il nulla osta all'acquisto e al trasporto degli esplosivi».

Se, come sostiene Bucci, l'esplosione avvenisse tra il 27 e il 28 giugno, toccherebbe di conseguenza rivedere il piano di evacuazione: si tratta infatti di giorni feriali (al contrario del 24 giugno, festa patronale della città) e, tanto per fare un esempio, i negozi saranno aperti. «Il piano di evacuazione è di competenza del Comune - ribadisce Spena - noi lo esaminiamo e diamo il nostro contributo in termini di rafforzamento delle misure di sicurezza e valutazione di eventuali criticità». 

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Il motivo del ritardo sarebbe dovuto all'attesa di un detonatore particolare, in arrivo direttamente dalla Spagna: «Non sappiamo quanto tempo ci vorrà a farlo arrivare - ha confermato il sindaco-commissario - abbiamo un problema di trasporto del detonatore, e questo è uno dei punti più critici». Secondo indiscrezioni, potrebbe arrivare per il 25 giugno.

«La buona notizia è che la commissione ha deciso di andare avanti, che è quello che volevamo - ha detto il sindaco - la data la decidiamo in funzione del project planning, ma è attualmente fissata tra il 27 e il 28 giugno, anche sulla base dell’arrivo del “super detonatore” dalla Spagna. A livello della struttura commissariale ci è stato fatto notare che non si può lavorare sotto al ponte in concomitanza con la sistemazione dell’esplosivo, per cui alcune lavorazioni che pensavamo di di poter fare in parallelo non possono essere fatte, ma sono comunque fatte in sequenza, non c’è nessuno problema tecnico».

Il “super detonatore dalla Spagna”

A determinare il ritardo è dunque principalmente il detonatore, un innesco di ultima generazione che resiste alle onde d’urto e che è necessario per assicurare la giusta sequenza dell’esplosione, il “distacco perfetto”, come l’ha definito il sindaco Bucci: «Il piano prevede che le pile si abbattano una sull’altra inframmezzate da lanci di acqua, per garantire il risultato è necessario questo super detonatore che non sente gli effetti delle onde d’urto. Dall’arrivo del detonatore all’esplosione vera e propria devono passare due giorni, necessari per predisporre la manovra, ed è per questo che la data slitta di qualche giorno. Ma ogni giorno di ritardo è un giorno perso per la città, e se si rende necessario organizzare l’esplosione in un giorno feriale lo faremo. Ai negozi, che dovranno restare chiusi, prometto tutta la buona volontà di pensare a misure a sostegno, ma le esigenze della città in questo momento vengono prima.

La necessità di agire velocemente è aumentata inoltre da altri fattori “pratici”: la chiusura di via Fillak, che sta causando parecchi problemi alla viabilità e alla vivibilità della Valpolcevera, e il fatto che a oggi il troncone est non è più sostenuto dai ponteggi: «Bisogna buttarlo giù il prima possibile», ha ribadito Bucci.

Demolizione ponte Morandi, ecco il piano di evacuazione

I pezzi del nuovo viadotto, intanto, sono già in viaggio: il 24 giugno arriverà il primo, direttamente dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia.

«Stiamo lavorando tutti alla massima velocità, il ponte va demolito e ricostruito nel più breve tempo possibile», ha detto il primo cittadino a margine della presentazione della Genova Shipping Week, chiarendo che sia il piano di evacuazione della zona interessata dall’esplosione, sia il piano per la mitigazione delle polveri, sarebbero già pronti e soltanto in attesa di approvazione.

Gli incontri con i cittadini

Intanto è previsto un incontro con i cittadini di Certosa, che oggi affolleranno il chiostro della chiesa di San Bartolomeo della Certosa per la prima delle due assemblee pubbliche che la struttura commissariale ha convocato in Valpolcevera proprio per discutere dei dettagli della demolizione con l’esplosivo e per rispondere alle domande dei residenti. Alle 18.30 l’appuntamento è a Certosa, alle 20.30 invece al Centro Civico Buranello.

Modifiche alla viabilità in autostrada

I lavori di demolizione “ordinari” intanto proseguono, così come quelli propedeutici all’esplosione. E proprio in vista dell’operazione, Autostrade ha predisposto la chiusura notturna (orario 22 - 6) per tre notti consecutive a partire da stasera dell’A7, nel tratto compreso tra l'allacciamento con la A12 e la barriera di Genova ovest, in direzione Genova.

Il nodo detriti

Ancora da sciogliere, inoltre, resta il nodo detriti prodotti dalla demolizione. Il Ministero dell’Ambiente, inizialmente, sembrava avere categoricamente bocciato l’idea di riutilizzarli in cantieri di altre opere cittadine (per il sindaco Bucci l’ideale sarebbe stato utilizzarli per realizzare il nuovo parco urbano che sorgerà proprio sotto il ponte), ma nel corso di una riunione organizzata lunedì sembra essersi aperto uno spiraglio, e si attende una nuova valutazione da parte dell’Ispra. 

La procura: «Dissequestrate le parti da demolire»

In mattinata, il procuratore capo Francesco Cozzi ha annunciato che è stato emesso un provvedimento di dissequestro per le parti del ponte che dovranno essere demolite con l'esplosivo, alcune delle quali sono state già contrassegnate per renderle riconoscibili una volta crollate e lasciarle nella disponibilità dei periti per eventuali nuove analisi.

«La colorazione delle parti è finalizzata a questo - ha detto Cozzi - abbiamo dato in tempo reale il via libera al dissequestro del materiale, dalle analisi non si profilava alcun profilo di ipotesi di reato ambientale».

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