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Ponte Morandi: 300mila euro per i sensori, si attende la data di installazione

Doveva essere questione di giorni, ma manca ancora una data per l'inizio dei lavori di installazione dei sensori permetterebbero agli sfollati di rientrare nelle proprie case per recuperare gli oggetti personali 

Doveva essere questione di giorni, ma manca ancora una data per l'inizio dei lavori di installazione dei sensori di monitoraggio che dovrebbero registrare vibrazioni ed eventuali movimenti dei tronconi superstiti di Ponte Morandi, crollato tragicamente lo scorso 14 agosto causando la morte di 43 persone e creando oltre 500 sfollati.

Una volta installati, i sensori permetterebbero ai residenti di via Porro e di via Fillak, comprese nella cosiddetta "zona rossa", di rientrare nelle loro case per recuperare gli oggetti personali rimasti all'interno: si tratta di un passaggio attesissimo tra gli sfollati, in gran parte ancora ospitati in alberghi e strutture messe a disposizione del Comune e ansiosi di iniziare il lento ritorno alla normalità partendo proprio dagli oggetti e dai ricordi che si sono lasciati indietro. «La nostra vita si è fermata il 14 agosto», hanno spiegato in Regione e continuato a ribadire ai confini della zona rossa, dove ogni giorno si riuniscono sperando nella ripresa delle operazioni di recupero.

La Procura ha dato il via libera per partire con le operazioni di installazione dei sensori domenica mattina, un'autorizzazione contenuta in un documento inviato alla struttura del Commissario per l'emergenza, Giovanni Toti, e considerato un passaggio indispensabile per far partire i lavori in un’area posta sotto sequestro. La Commissione tecnica ha già individuato la ditta che, per competenze e miglior offerta sul mercato, potrà eseguire il lavoro di monitoraggio: si tratta della stessa azienda che fornisce i sensori per il torrente Bisagno, e che inizierà a lavorare sulla base di un investimento da circa 300mila euro. Lunedì mattina (10 settembre 2018, ndr) in Comune si terrà una riunione con i tecnici di Regione e Comune e con l’azienda per stabilire tempi e modi di installazione.

«Noi siamo pronti a partire - ha confermato lo stesso Toti - E che tutto fosse già pronto è dimostrato dal fatto che la Commissione tecnica aveva già  fissato, per lunedì, un incontro operativo con tutti i soggetti che dovranno partecipare alle operazioni per definire immediatamente tutte le fasi operative in dettaglio. Quindi non c'è stato nessuno ritardo. Stiamo solo seguendo le procedure previste dalla legge».

Per quanto riguarda la situazione degli sfollati, sono più di 100 le case pubbliche date alle famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro dopo il crollo del ponte Morandi. 135 sono, invece, i nuclei familiari che hanno scelto l’assegno, 31 quelli già liquidati per l’autonoma sistemazione.

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