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Ponte Morandi, notte di lavori per rimuovere dal cantiere l'ultima trave

Si tratta dell'ultimo pezzo del ponte da trasportare in deposito, una campata da 150 tonnellate ancora sotto sequestro e trasferita in via Ferri

È stata spostata nella notte tra mercoledì 5 e giovedì 6 febbraio l’ultima trave del ponte Morandi rimasta in cantiere dopo la demolizione.

Si tratta di una trave lunga 36 metri e del peso di circa 150 tonnellate, che sino a stanotte è rimasta nella stessa posizione in cui era quando è stata calata a terra. Le attività di carico, trasporto e scarico, concordate con la struttura commissariale, sono state sostenute da Autostrade per l’Italia, che ha affidato l’incarico all'impresa Fagioli, già operativa all'interno del cantiere. Il trasporto è stato pianificato in orario notturno per cercare di ridurre i disagi, e la trave è stata portata in un'area di stoccaggio recintata in via Evandro Ferri di proprietà della società Sile Costruzioni Srl.

Durante il trasporto, durato circa tre ore, il convoglio è stato scortato dalla Locale e ha percorso un rettilineo di circa 1 km di lunghezza lungo Corso Perrone, già chiuso al traffico a causa di una frana, e via Ferri, chiusa alla viabilità durante il passaggio del trasporto eccezionale.

La trave è stata sollevata con l’impiego di due autogru, ciascuna di portata pari a 300 tonnellate, ed è stata trasportata su un carrello lungo circa 30 metri. 

Essendo ancora oggetto di sequestro insieme con altre parti del Morandi nell’ambito dell’inchiesta sul crollo, la pianificazione del trasporto è stata concordata con la Struttura Commissariale, con la Procura e con i periti.

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