Cronaca

Il giorno di Renzo Piano: l'archistar svela il progetto per ricostruire il ponte

In Regione è in corso l’incontro tra istituzioni finalizzato a discutere del progetto per la costruzione del nuovo ponte che prenderà il posto del Morandi

Leggero ma robusto, di colore chiaro e con una forma armoniosa ed essenziale che ricorda una nave. Semplice, ma non banale, «quasi ritroso, pudico, un po’ come è Genova e come sono i genovesi». Così l’archistar Renzo Piano ha descritto IL ponte (con l’articolo maiuscolo, perché così si chiamerà) che prenderà il posto del Morandi dopo il tragico crollo del 14 agosto: sarà in acciaio, ha sottolineato Piano, e se tutto va secondo i piani verrà costruito entro novembre 2019, perché dovrà essere costruito «velocemente. Il nuovo Morandi non potrà essere un ponte normale, visto anche il dolore che ha provocato - ha spiegato il governatore Toti - Vogliamo costruire un simbolo per il futuro della città, e il progetto di Piano rappresenta l’essenzialità ligure così ricca di significato».

«Questo ponte dovrà avere qualcosa che ricordi un lutto terribile, perché è quello che la città ha subito - ha detto Piano - Il ponte Morandi quel giorno è caduto tante volte: ha trascinato con sé tante vittime, ha creato 600 sfollati, ha tagliato la città in due. I ponti non devono e non possono crollare, sono i muri che devono cadere, perché sono simbolo di divisione. I ponti invece sono simboli di qualcosa che tiene insieme, e quello nuovo dovrà rappresentare la forza e il carattere di Genova, dovrà esprimere la magia rappresentata da cose ben fatte, l’essenza stessa della città. Adesso bisogna elaborare il lutto, metabolizzarlo, e poi trasformarlo in qualcosa di nuovo».

Il progetto del nuovo ponte è stato illustrato venerdì mattina al termine di un vertice in Regione cui hanno partecipato, oltre a Piano e al governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, anche il sindaco Marco Bucci e gli amministratori delegati di Autostrade e Fincantieri, Giovanni Castellucci e Giuseppe Bono.Scopo dell’incontro, stabilire appunto le linee guida per la costruzione del ponte, subordinato alla demolizione dei monconi superstiti e al loro dissequestro da parte della procura, che giovedì ha annunciato l’iscrizione nel registro degli indagati di venti persone in relazione al crollo. Tra i nomi inseriti nell’elenco, anche quello di Castellucci, presente oggi all’incontro. Disastro colposo, attentato alla sicurezza dei trasporti, omicidio stradale plurimo, omicidio colposo in violazione delle norme anti infortunistica i reati contestati.

Come sarà il nuovo ponte

L’idea da cui è partito Piano, con il suo regalo alla città, è quella di costruire il ponte con un passo più corto (esclusa la parte che passa sopra il Polcevera), una struttura più leggera e sottile che poggi su un terreno più robusto e che sia allo stesso tempo sicura e fatta per durare «mille anni almeno, perché no, esistono ponti sopravvissuti così tanto», ha aggiunto piano, che è sceso anche in qualche dettaglio tecnico: «Sarà di colore chiaro, con 4 corsie da 3,75 metri più le corsie di emergenza, avrà 22 campate e 43 lanterne, a simboleggiare le 43 vittime, con 18 pilastri che assomiglieranno alla chiglia di una nave. Sarà un ponte che raccoglierà energia durante il giorno per illuminarsi di notte: sarà un ponte che conforta, chi arriverà a Genova vedrà questa strana nave che accoglie, avrà una sua bellezza essenziale che di notte brillerà della sua luce. Vogliamo costruirlo rapidamente, ma velocità non significa fretta: il cantiere sarà un luogo di coesione e magia, dove tutti lavorano assieme, come è successo sin dal 15 agosto. Genova è grande e capace, non si è mai persa e non si è mai data. E soprattutto non spreca niente: sapremo cogliere un’occasione anche da questa tragedia».

Ancora non sono chiari i costi di realizzazione dell’opera, come ha confermato Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade: «Non abbiamo ancora valutato il costo, ciò che costa di più, al momento, è il tempo. Oggi è nata una squadra di lavoro, e lavoreremo tutti insieme, in squadra, con Fincantieri e Piano». Castellucci, come anticipato, è una delle venti persone indagate per il crollo del ponte Morandi, e cui la procura ha già spedito l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, ma al momento la società resta il principale interlocutore della Regione nel progetto di ricostruzione del ponte: «Lavoriamo al progetto così come stabilito dalla legge - ha spiegato Toti  riferendosi al ruolo di concessionario ancora affidato ad Autostrade per l’Italia - Continueremo a lavorare e faremo le nostre valutazioni anche sulla base di cosa deciderà il governo: per adesso andiamo avanti».

Tempi di costruzione (e di demolizione)

Per quanto riguarda i tempi, invece, la costruzione resta legata alla demolizione, come confermato dal governatore ligure. L’idea presa in considerazione dai tecnici è quella di smontare sia il troncone Est che il troncone Ovest, e rinunciare all’ipotesi di far saltare il moncone che resta in bilico sopra le case proprio per rimandare l’eventuale demolizione: «Non sappiamo se potremo procedere in questo modo, stiamo ancora effettuando rilievi e sopralluoghi che procedono a rilento per ragioni di sicurezza, e cerchiamo anche di non intralciare l’inchiesta (quanto resta del ponte è attualmente sotto sequestro da parte della procura,  ndr). Vogliamo arrecare il minor danno possibile alla città, e allo stesso tempo procedere con i lavori. Se tutto procede come deve, mi auguro che nel giro di una settimana potremo avere qualche elemento in più per decidere come agire e iniziare la demolizione entro la fine di settembre.  Nella valutazione dei tempi è però importante ricordare che il cantiere della demolizione e quello per la costruzione, per un periodo, potranno sovrapposti, accorciandoli».

Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, ha sorriso ricordando quando «ho detto che Fincantieri voleva costruire il nuovo ponte: tutti si sono stupiti. Eppure guardare il progetto: sembra una nave. E io e il maestro Piano non ci eravamo parlati prima di stamattina. Bono ha aggiunto di essere pronto a lavorare in squadra per costruire il nuovo ponte, perché «lo merita la città, lo meritano i genovesi, lo meritano le vittime. E soprattutto dobbiamo fare vedere al mondo che siamo in grado di fare le cose bene e in poco tempo, come sempre abbiamo fatto nella storia».

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo ponte, Toti ha annunciato anche che, a margine della firma dell’accordo con Arcelor Mittal per Ilva, la cordata si è detta disponibile a collaborare al progetto fornendo l’acciaio necessario per costruire il ponte. Dal punto di vista dei cantieri, invece, Bono ha spiegato che quello di Sestri Ponente ricoprirà un ruolo centrale nella realizzazione del nuovo ponte, e che sarà lì che verrà realizzata la struttura d’acciaio.

Un concorso internazionale per ridisegnare il quartiere

L'incontro con Piano è stata l'occasione per ripensare anche alla conformazione dell'area che sorge sotto ponte Morandi, e di fare valutazioni sul futuro, con particolare riguardo ai palazzi sottostanti quanto resta del ponte. Il sindaco Marco Bucci ha annunciato l’apertura di un concorso di idee per ripensare l'intero quartiere, includendo il Campasso, e ridisegnarne la forma tenendo conto anche del fattore rischio idrogeologico: «Oggi è un bel giorno, perché abbiamo in mano un team di aziende e persone legate al territorio e tutte inute per fare un ottimo progetto. Dal 15 agosto scorso, quando abbiamo parlato con Renzo Piano per la prima volta, abbiamo il progetto. Questo per me è l’esempio non solo della realtà italiana, ma anche della nostra città. Il ponte è importante, ma non c’è solo quello, ed è per questo che lanceremo un concorso internazionale che uscirà tra qualche mese: chiederemo di ridisegnare il quartiere, sarà aperto ad architetti, urbanisti e paesaggisti per ricostruire tutta l’area e il quartiere sotto il ponte».

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