Scricchiolii da ponte Morandi, operazioni sospese nella 'zona rossa'

Ferme le operazioni di recupero degli oggetti nelle case degli sfollati. La zona è stata interdetta anche ai mezzi di soccorso

Da ieri sera i vigili del fuoco hanno deciso di sospendere le operazioni di recupero dei beni nelle case in prossimità di ponte Morandi a causa di diversi scricchiolii provenienti dal moncone est. Le persone arrivano in via Fillak, tagliata a metà, e si mettono in lista per essere accompagnata all'interno, ma il rischio di altri cedimenti è alto ed è tutto congelato.

A cercare di dare conforto agli sfollati ci sono il presidio della Protezione Civile, che fornisce assistenza, e un gruppo di scout, che si occupa di dare da mangiare e da bere a chi si è visto costretto a lasciare la propria casa. Per fortuna la solidarietà dei genovesi non si è fatta attendere e stanno arrivando valanghe di cibo e bevande offerte dalla popolazione, decine e decine di vassoi di focaccia.

Al momento non ci sono informazioni precise su quando e come possano riprendere le operazioni di recupero degli oggetti nelle case. «Alcuni sono alterati, vorrebbero rientrare nelle case a prescindere, sono traumatizzati e sotto choc. Una bimba continua a chiedere di tornare a casa, finora, insieme alla sua mamma, ha potuto recuperare soltanto i suoi giochi», riferisce una testimone sul posto.

La zona rossa, quella che ha portato all'evacuazione degli appartamenti adiacenti il ponte Morandi, è stata chiusa anche ai mezzi di soccorso, in attesa che i rilievi sul campo accertino le cause di quegli scricchiolii che fin da questa notte hanno riportata alta l'attenzione sulla possibilità di nuovi crolli di uno dei monconi rimasti in piedi dopo il collasso della struttura dello scorso 14 agosto.

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Nel frattempo questo pomeriggio è prevista la consegna dei primi appartamenti agli sfollati. Attivata anche una mail per chi è disposto a mettere a disposione un alloggio da destinare agli abitanti della zona rossa intorno al ponte. Per quanto riguarda le indagini, la procura di Genova ha acquisito, fra gli altri, un nuovo video del momento del crollo, diffuso dalla Guardia di finanza.

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