Cronaca

Ponte Morandi, imprese: come scaricare il modulo per le richieste danni

C'è tempo fino al 1 ottobre per presentare la segnalazione dei danni subiti dalle attività economiche genovesi e liguri a seguito del crollo del ponte

Da giovedì 30 agosto è disponibile sul sito della Regione Liguria (ma anche in fondo a questo articolo, come allegato) il modulo di richiesta danni che possono scaricare e compilare le imprese colpite dal crollo del ponte Morandi.

Quali danno possono essere segnalati

C’è tempo fino al 1 ottobre per presentare la segnalazione dei danni subiti dalle attività economiche genovesi e liguri. Attraverso la compilazione di un apposito modulo – modello AE attività economiche non agricole -, presentato dall’assessore allo Sviluppo economico Andrea Benveduti e scaricabile dal sito di Regione Liguria, le aziende, le imprese artigiane e gli esercizi commerciali e professionisti potranno segnalare, entro 30 giorni, i danni, diretti e indiretti, subiti a beni immobili, fabbricati, impianti fissi, macchinari, attrezzature, veicoli, arredi, prodotti.

Possono essere segnalate anche le spese sostenute per consulenze, ad esempio per perizie. Potranno essere segnalati i danni per l’interruzione dell’attività – mancato guadagno, oneri aggiuntivi per il personale, aggiuntivi aziendali, aggiuntivi di altro genere -, i danni indiretti subiti dalle imprese che non abbiano interrotto l’attività e il corredo fotografico dei danni subiti. Il modulo, una volta compilato, dovrà essere inviato attraverso la piattaforma webtelemaco di Infocamere.

«Il modello di presentazione danni – ha spiegato l’assessore Benveduti – è analogo a quello per le attività economiche colpite da eventi alluvionali. Certamente, rispetto alle scorse alluvioni, saranno diverse le modalità risarcitorie visto che il crollo di un viadotto non è un evento calamitoso, ma necessita dell’individuazione di responsabilità oggettive». Oltre all’elaborazione della modulistica, continua la mappatura delle imprese danneggiate, non solo quelle direttamente colpite dal crollo, che sono circa 40, ma anche quelle fuori dalla “zona rossa”.

Finanziamenti alle imprese

«In parallelo – ha spiegato l’assessore Benveduti - stiamo studiando forme di finanziamento rivolto alle imprese per superare l’emergenza contingente, prestiti ponte in attesa che sia individuato chi dovrà risarcirle. In questo senso stiamo lavorando con Cassa depositi e prestiti, Filse e con gli istituti bancari per dare ossigeno alle aziende colpite e traghettarle fino alla conclusione della pratica risarcitoria. Tra le proposte allo studio quella di un fondo di garanzia aperto ai privati che possa attivare una leva finanziaria di credito per le imprese danneggiate».

Le richieste economiche da far arrivare al Governo

Durante la conferenza stampa di giovedì pomeriggio, l’assessore Benveduti ha anche anticipato alcune richieste, di carattere economico, che saranno fatte pervenire al governo. «Nel pacchetto di misure che saranno inviate dal presidente Toti – ha detto Benveduti – abbiamo inserito la proposta di istituire una Zona logistica speciale, collegata al porto di Genova, ma che comprenda un’area più vasta di città e attività economiche anche di piccole e medie dimensioni, del commercio e dell’artigianato. La Zona logistica speciale, a differenza della Zona economica speciale a oggi non prevista dalla Ue per le regioni del Nord, può presentare dei margini di fattibilità più veloci». Tra le proposte avanzate dall’assessore Benveduti: sgravi fiscali, implementazione del Ferrobonus per il trasporto merci su ferro, la sospensione del Durc, la cassa integrazione in deroga per Mpmi artigiane e commerciali, investimenti di logistica materiale e immateriale per agevolare i flussi merci, snellimento del traffico portuale con interventi su dogane e controlli fitosanitari, riduzione delle accise su prodotti energetici per i mezzi operativi nei terminal portuali e delle tasse di ancoraggio. «Da un combinato disposto di queste misure – ha commentato Benveduti – pensiamo possa emergere un quadro efficace di interventi per il rilancio, in tempi celeri, della città di Genova, della portualità e delle imprese direttamente e indirettamente colpite dal crollo».

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