Cronaca

Inchiesta ponte Morandi, i dirigenti di Autostrade fanno scena muta

L'attuale direttore del primo tronco e il suo predecessore, Stefano Marigliani e Riccardo Rigacci, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Martedì mattina l'incidente probatorio

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti ai pm Stefano Marigliani, direttore del primo tronco di Autostrade, e Riccardo Rigacci, suo predecessore, indagati per il crollo del ponte Morandi insieme con altre 18 persone e alle società Autostrade e Spea Engineering.

I due dirigenti sono arrivati a Palazzo di Giustizia lunedì mattina per l’interrogatorio, ma non hanno rilasciato dichiarazioni: «In questa fase non è contestata alcuna condotta specifica, per questo ci siamo avvalsi della facoltà di non rispondere», ha detto Guido Colella, avvocato di Rigacci, mentre Guido Carlo Alleva e Davide Sangiorgio, avvocati di Marigliani, hanno aggiunto che «siamo in una fase estremamente preliminare. Valuteremo se farci sentire nelle prossime settimane».

Anche gli interrogatori precedenti, avevano dato lo stesso esito: a oggi nessuno degli indagati sentiti dalla procura avrebbero rilasciato dichiarazioni in merito al crollo, attendendo di avere maggiori informazioni sullo svolgimento del procedimento. Martedì mattina, intanto, è fissato il primo dei due incidenti probatori, quello finalizzato a stabilire in che condizioni si trovi adesso il ponte e in quali condizioni si trovasse al momento del crollo: un passaggio indispensabile per raccogliere prove e fare accertamenti considerati “irripetibili” in attesa del rinvio a giudizio.

In aula saranno presenti, oltre agli indagati e al team della procura coordinato dal procuratore capo Francesco Cozzi (con i rispettivi periti) anche i parenti delle vittime e il Codacons, parte offesa in rappresentanza della collettività. Ad accogliere la richiesta, presentata dal pubblico ministero Marino Terrile, il giudice per le indagini preliminari, Angela Nutini: «Si tratta di un provvedimento particolarmente importante, perché il Codacons è stata l’unica associazione di utenti ad essere ammessa al procedimento sul crollo del viadott - ha spiegato il presidente di Codacons, Carlo Rienzi - Tale decisione permetterà ai periti nominati dal Codacons di seguire tutti gli accertamenti e le verifiche tecniche, e apportare un contributo utile allo scopo di ricercare la verità e tutte le cause che hanno determinato la tragedia, comprese le ipotesi di eventuali difetti di fabbricazione o eventi imprevedibili come il fulmine che, secondo alcuni, avrebbe colpito la base del pilone poco prima del crollo».

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