Crolla ponte Morandi: 31 vittime accertate. 440 persone evacuate

Il viadotto autostradale sopra il torrente Polcevera è collassato all'altezza di via Porro. 35 mezzi tra auto e camion sono stati ritrovati sotto al "ponte di Brooklyn"

Il ponte crollato

La vigilia di Ferragosto di questo 2018 sarà una data che resterà ben impressa nella memoria, dei genovesi ma non solo. In mattinata, per cause ancora da accertare, a Genova durante un temporale è crollata una parte di ponte Morandi, il viadotto dell'autostrada tra Genova Aeroporto e Genova Ovest (le impressionanti immagini aeree del collasso). Il ponte è collassato sulla strada sottostante, e le auto che stavano percorrendo la A10 hanno sono cadute nel vuoto per circa 80 metri. Sono 31 le vittime accertate, fanno sapere dalle forze dell'ordine, ma il numero potrebbe salire. Tra le persone che purtroppo non ce l'hanno fatta, 16 maschi e 5 femmine, un bambino di 10 anni, due operatori Amiu. I feriti, a fine giornata, sono 16. Mancano all'appello alcuni dispersi.

Tra i deceduti, ci sarebbe anche una famiglia intera con padre, madre e bambino: alle 22 il sito del crollo era illuminato a giorno per consentire alla macchina dei soccorsi di continuare a lavorare alla ricerca di superstiti e dispersi. I soccorritori lavoreranno 24 ore su 24 per i prossimi giorni, e i tempi saranno molto lunghi, come confermato anche dal dirigente del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Emanuele Gissi. 

Sul posto è arrivato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, poco dopo il sopralluogo del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Il premier sarà in Prefettura. È atteso a Genova anche il vicepremier Luigi Di Maio.

Sonia Viale: «Non serve sangue negli ospedali»

La Procura di Genova ha aperto un fascicolo per omicidio plurimo e disastro colposo a carico di ignoti.

Il numero delle vittime: chi contattare per info e segnalazioni

I morti accertati sono 31, 16 i feriti di cui due gravi. La Protezione civile ha attivato il numero verde 800 640 771. Per informazioni e segnalazioni su persone disperse è possibile contattare lo 010 5360637 oppure 010 5360654. Salvo per miracolo il conducente di un camion, che è riuscito a fermarsi sul ciglio del baratro proprio poco prima del crollo. Tra auto e camion, sono stati trovati circa 35 mezzi dai soccorritori. Ci sono persone ancora tra le lamiere, tra cui una ragazza bloccata all'interno di un'auto. Due autisti di tir, uno croato e uno bulgaro, sono caduti ma sono miracolosamente sopravvissuti, sono usciti dai loro mezzi e hanno iniziato a dare una mano ai soccorritori. I numeri per le informazioni sulla viabilità dall'Italia sono 06 46530373 e 06 46530439.

È attiva la casella di posta crollopontemorandi@interno.it per informazioni, richieste e segnalazioni.

"Inizialmente pensavamo fosse un tuono vicinissimo a noi, abbiamo sentito un boato incredibile". Così uno dei testimoni del crollo del Ponte Morandi, a Genova, racconta i momenti di terrore vissuti questa mattina. "Noi abitiamo a circa 5 chilometri dal ponte, ma abbiamo sentito un botto pazzesco. Eravamo in casa, quando abbiamo sentito un vero e proprio boato - dice -. Ci siamo spaventati tantissimo, abbiamo avuto molta paura. Ora la situazione è drammatica, il traffico completamente in tilt e la città paralizzata".

La testimonianza: «Ho sentito il palazzo tremare, sono uscito e il ponte non c'era più»

440 persone costrette a lasciare la propria abitazione

Sono in totale 440 le persone costrette a lasciare la propria abitazione a seguito del crollo Il numero potrebbe aumentare poiché sono ancora in corso le valutazioni sugli sgomberi.

La Protezione Civile del Comune di Genova ha provveduto finora a far evacuare 11 palazzi e la situazione è sotto monitoraggio costante.

Una parte di cittadini evacuati ha trovato sistemazione in maniera autonoma mentre al momento sono 34 le persone ospitate presso il Centro civico Buranello, struttura messa a disposizione dal Comune di Genova. Undici persone arriveranno nel corso della serata.

Al Centro civico sono ospitate anche 10 persone soccorse in autostrada dopo il tragico crollo di questa mattina.

Allarme sciacalli: Protezione Civile e volontari in azione

Le reazioni politiche

"Mi dispiace tantissimo, mi dispiace da cittadino italiano, constatare come sulla manutenzione ordinaria" in Italia "non si sia fatto a sufficienza e questi fatti ne sono purtroppo la testimonianza".

Il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli lo dice al Tg1, parlando della tragedia di martedì 14 agosto con 26 vittime per il crollo del ponte Morandi. Esclude che il dramma di Genova possa essere legato a lavori recenti sul ponte ma aggiunge: "Sono tragedie che non devono capitare in un Paese civile come l'Italia. La manutenzione viene prima di ogni cosa. Chi sarà identificato come responsabile deve pagare fino all'ultimo. Ora è totalmente prematuro dirlo". Le sue parole hanno creato non poche polemiche tra l'opposizione: il dem Stefano Esposito lo ha invitato a tacere “almeno per qualche ora” invece di fare “propaganda politica con i soccorsi in corso”. La manutenzione di quel ponte - chiarisce Esposito - è di competenza del concessionario non dello Stato. Sempre dal Pd, il capogruppo al Senato Andrea Marcucci chiede che venga rispettato il dolore delle famiglie coinvolte, mettendo da parte “almeno per un giorno” la propaganda.

"Tutto il governo, in particolare il ministro dei trasporti Danilo Toninelli, sta seguendo con attenzione quanto sta succedendo a Genova. È una tragedia immane. I soccorritori sono incessantemente al lavoro e li ringrazio per il loro impegno. Mi sto recando sul posto perché lo Stato, in questo momento, deve far sentire la sua vicinanza ed essere accanto prima di tutto alle famiglie delle vittime". Lo scrive in un post il vicepremier e ministro Luigi Di Maio. Il ministro Toninelli sarà a Genova mercoledì. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte andrà martedì sera a Genova, in prefettura. Lo rendono noto fonti di Palazzo Chigi.

Video: le prime immagini del crollo

Due giornate di lutto cittadino

Il Comune di Genova in segno di cordoglio, solidarietà e vicinanza dell’intera comunità genovese ai parenti delle vittime del crollo di Ponte Morandi avvenuto questa mattina, ha proclamato per domani mercoledì 15 e giovedì 16 agosto, due giornate di lutto cittadino.

«La dimensione è epocale, decine di morti tra chi è precipitato dal viadotto chi è rimasto incastrato sotto le macerie. I vigili del fuoco insieme ai sanitari stanno tirando fuori i pazienti. Abbiamo l'appoggio pieno di Lombardia e Piemonte, tutti gli ospedali sono a disposizione». Ha detto all'Adnkronos, pochi minuti dopo la tragedia, Francesco Bermano, direttore del 118 di Genova.

Video: l'elisoccorso in azione

Pilone collassato, poi il crollo

Secondo le prime informazioni, a collassare per primo è stato un pilone di sostegno che ha conseguentemente fatto crollare anche il ponte. Un troncone della struttura è finito nel letto del Polcevera, uno sulla linea ferroviaria che da Sampierdarena porta verso Rivarolo.

Le immagini aeree riprese dai Vigili del Fuoco confermano che le campate del ponte Morandi crollate al suolo a Genova hanno investito in prevalenza l'area del torrente Polcevera e la ferrovia, colpendo, tra gli edifici sottostanti, il centro Amiu e un'altra palazzina, nella quale abitavano tre persone che sono rimaste ferite. Sono rimaste in piedi, invece, le campate laterali del viadotto che sovrastano, oltre ad Ansaldo Energia, almeno quattro grandi condomini con decine e decine di appartamenti.

I primi soccorsi ai feriti sotto la pioggia battente

Il traffico in zona è completamente bloccato e si sentono sirene ovunque. Sul posto almeno 50 mezzi di soccorso, tra vigili, carabinieri, polizia, protezione civile e vigili del fuoco, ma ne stanno arrivando ancora in rinforzo. L'elicottero dei Vigili del Fuoco, insieme ad alcuni droni, sta compiendo sopralluoghi sopra il ponte: il rischio infatti è che possano crollare anche le parti rimanenti della struttura. 

Ponte ancora pericolante: Valpolcevera tagliata a metà

Nel primo pomeriggio, i soccorritori hanno fatto allontanare ulteriormente tutti i cittadini in zona a causa di una fuga di gas nei dintorni di via Perlasca. Sono inoltre in corso verifiche strutturali per capire se, quel che è rimasto del ponte, possa reggere ancora, e per quanto. Per metterle in atto, però, è stato necessario far sgombrare anche le aree sotto le parti del ponte rimaste integre: dunque, di fatto, la Valpolcevera è tagliata a metà poco dopo l'Ikea. Non si passa se non da Borzoli, dunque, oppure, in autostrada, per chi proviene da levante, uscendo a Bolzaneto.

Il camionista: "Un boato, poi è crollato tutto"

Case evacuate

Tutte le case sotto il ponte sono state fatte evacuare per paura che quel che resta del ponte possa crollare sulle palazzine. I soccorritori si sono recati personalmente porta a porta per avvertire i residenti e aiutarli nelle operazioni di sgombero. Lo scenario ricorda quasi una guerra, con decine di cittadini in lacrime, scesi in strada con borse e valigie piene delle poche cose riuscite ad accumulare in poco tempo. Le linee telefoniche almeno fino a metà giornata sono rimaste spesso intasate.

Video: le immagini dopo il crollo

Autostrade chiuse e viabilità

Viabilità: tutte le informazioni su strade, treni, metropolitana e linee Amt

Autostrade segnala sul suo sito sulla A10 Genova-Savona è stato chiuso il tratto tra il bivio A7 Milano-Genova e Genova Aereoporto in entrambe le direzioni. Sull' A10 Genova-Savona tra il Bivio per l' A7 Genova-Serravalle e Genova Aereoporto, in entrambe le direzioni si è resa necessaria la chiusura del tratto. All' interno del tratto chiuso il traffico è bloccato con code. Inoltre per tale motivo si sono formate code sull' a12 Genova-Rosignano Marittimo verso Genova a tra Genova Est e il Bivio per l' A7 verso Genova e sull' A7 tra Bolzaneto e il Bivio per l' A10 Genova-Savona.

Video: auto sotto le macerie

Il sindaco Bucci: «Genova non è in ginocchio»

Autostrade: «Erano in corso lavori di consolidamento»

«In relazione al crollo di parte del viadotto Polcevera sull’A10 - si legge in una nota di Autostrade - Autostrade per l’Italia comunica che sulla struttura, risalente agli anni ‘60, erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto e che, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione. I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova. Le cause del crollo saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi».

In un'altra nota viene specificato che «Autostrade per l’Italia esprime il cordoglio per le vittime del crollo del Viadotto Polcevera sull’A10 e la profonda vicinanza ai loro familiari, insieme ai ringraziamenti per l’impegno straordinario profuso in queste ore dai soccorritori. La società lavorerà insieme alle istituzioni per accertare le cause di quanto accaduto. Dopo l’incontro nel pomeriggio con i vertici della Regione Liguria e del Comune di Genova, raccolte le istanze delle istituzioni e delle comunità locali, la Direzione di Tronco di Genova - supportata dalle strutture tecniche centrali di Autostrade per l’Italia - è alacremente impegnata in queste ore a valutare le soluzioni migliori per ricostruire il viadotto nel minor tempo possibile in modo efficiente e sicuro».

Gli aiuti dalle altre Regioni

"Regione Lombardia, come comunicato dal presidente Attilio Fontana, appena appresa la notizia del crollo del ponte sull'A10, ha subito messo a disposizione della Liguria, tramite la sua Azienda Regionale di Emergenza Urgenza (AREU), un elisoccorso per il trasferimento di pazienti, come da indicazioni della centrale operativa di Genova. Siamo vicini alle persone coinvolte nel disastro". Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera. "Attualmente - ha spiegato l'assessore - il nostro elisoccorso e' in volo da Milano a Genova con a bordo la squadra U.S.A.R. (Urban Search And Rescue) specializzata in attivita' di ricerca e salvataggio di persone disperse e seppellite, unica realta' a livello nazionale che mette insieme la professionalita' dei vigili del fuoco con quella di personale sanitario".

Anche l'Emilia Romagna ha offerto tutto il proprio aiuto. In seguito al tragico crollo del Ponte Morandi di Genova, anche le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico dell'Emilia Romagna sono state messe in preallerta. Al momento è già in stand-by e pronta partenza una squadra della componente Speleo-disostruttori, con mezzo fuoristrada e squadra di supporto. Nel frattempo  è stato attivato il gestore del Rifugio Monte Penna/Faggio dei Tre Comuni e operatore del Soccorso Alpino, per monitorare le condizioni meteorologiche ed  informare circa la possibilità di passaggio  di  eventuali elicotteri di soccorso sul crinale.

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