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Cronaca

Quattro anni fa il crollo del ponte Morandi, Possetti: "Siamo disillusi, indignazione a parole ma pochi fatti"

Gli interventi della commemorazione, il punto sul memoriale e sul processo

Era il 14 agosto 2018, la pioggia batteva furiosamente sull'asfalto del ponte Morandi percorso da auto di persone che si recavano al lavoro o in vacanza, verso il porto per le partenze dei traghetti. Alle 11,36 un boato incredibile nel nubifragio, una nuvola di polvere, la prima consapevolezza - da parte di chi si trovava nei dintorni - che una parte consistente del Morandi era collassata, trascinando nel vuoto decine di macchine. Nell'incredulità generale, pochi minuti dopo, sul web hanno iniziato a circolare i primi video della tragedia.

Video: ponte Morandi crollato, le impressionanti immagini dall'alto

Quattro anni sono passati da quel terribile giorno che ha portato via, con il crollo del ponte, la vita di 43 vittime: intere famiglie spezzate, con i loro sogni e le loro storie. Adesso, al posto di quella voragine c'è un nuovo ponte, il San Giorgio, inaugurato nell'agosto 2020, e soprattutto lo scorso 7 luglio è iniziato il processo per fare luce sulle responsabilità del crollo.

Bucci: "Genova non dimentica, vuole giustizia"

Nel corso della matinata di oggi, domenica 14 agosto 2022, il sindaco Marco Bucci ha letto il messaggio di cordoglio del premier Mario Draghi e ha aggiunto: "Il mio pensiero, per primo, va alle vittime e ai loro parenti. Genova non dimentica, non vuole dimenticare. Vogliamo che questo tragico evento sia un monito per tutti. Il secondo pensiero va alla città che molto ha sofferto in tutte le sue componenti, soprattutto alla Valpolcevera. C'è un progetto importante per quest'area: costruiremo il memoriale, c'è stato qualche intoppo ma sappiamo rimboccarci le maniche. Il terzo pensiero è rivolto al nostro futuro, il monito di oggi dice che queste cose non devono più ripetersi, l'amministrazione deve proteggere i cittadini, solo così possiamo costruire una società civile. Genova non dimentica, vuole crescere, vuole giustizia".

Toti: "La legge che chiedono da sempre i parenti delle vittime deve andare avanti"

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha aggiunto: "Porteremo con noi il ricordo del 14 agosto 2018 fino all'ultimo giorno della nostra vita. Oggi è il giorno della memoria e della rabbia, lo capisco bene, perché non dobbiamo dimenticare che quel ponte non sarebbe dovuto crollare nella civile e moderna Italia. Il tempo non asciuga le lacrime ma dà una prospettiva al crollo del ponte: la prima cosa che resta da fare è avere la verità che ristabilisce il rapporto di fiducia tra i cittadini e lo Stato, spero che arrivi presto. So che non potrà mitigare il cordoglio dei parenti delle vittime, ma spero possa dare conforto la consapevolezza che tante persone si sono spese perché quel ponte non sia crollato invano. Si sono spese per ricostruirlo, perché la città riacquistasse energia per ripartire, per resistere con i negozi aperti, per lavorare perché questa città non finisse in ginocchio ma si sapesse rialzare". E ancora: "Una cosa importante l’ha detta il presidente della Repubblica Mattarella questa mattina. Bisogna che queste vittime abbiano una tutela; non ci sono vittime diverse dalle altre ma ci sono vittime che una grande democrazia ha il dovere di certificare per legge come 'diverse'. In questo caso la legge che chiedono da sempre i parenti delle vittime deve andare avanti e il timbro del presidente Mattarella spero possa essere un gigantesco sprone al prossimo Parlamento per proseguire su questa strada".

Ha preso la parola poi il ministro alle Infrastrutture e mobilità sostenibili Enrico Giovannini, per conto del governo: "Vorrei indirizzare un pensiero di gratitudine ai soccorsi e a chi si è impegnato nella fase di ricostruzione del ponte. La ricostruzione non ha cancellato la ferita indelebile dovuta, secondo quanto emerso nelle indagini, anche a fattori umani: per questo il processo va concluso in tempi rapidi secondo le procedure previste per fare luce su quanto accaduto e ribadire le responsabilità. Auspico che le procedure possano svolgersi senza interruzioni e ritardi".

Possetti: "Non abbiamo mai sentito percezione di cambiamento"

Molto applaudite, con standing ovation di parte di partecipanti, le dure parole di Egle Possetti, portavoce del comitato parenti vittime: "Orgoglio e percezione del cambiamento sono sentmenti che non abbiamo mai provato in questi anni. Abbiamo però grande fiducia in chi sta cercando la verità. Abbiamo sperato, dopo questa vergogna immensa, che potesse emergere un sentimento di rivalsa che facesse tremare la mediocrità imperante che ci ha permeati in lunghi anni e per tante altre tragedie, ma non abbiamo percepito nessun tremore, nessuno sconvolgimento. Solo un po' di indignazione che via via viene accolta da una coltre di nebbia profonda, che lascia intravedere la tragedia solo a tratti, solo nelle parole e raramente nei fatti. Con la cessione di Aspi si è compiuto un atto che non potremo mai accettare. Questa scelta ha fornito una brillante via di uscita con remunerazione economica stellare ai detentori delle azioni al momento della tragedia. Le responsabilità morali sono chiare, il processo stabilirà anche quelle penali. Ma noi pensiamo che la via dell'annullamento contrattuale o della gestione controllata fino a fine processo sarebbero state le uniche vie degne di essere percorse. Non basta cambiare nome, spendere miliardi in pubblicità per cancellare il fango".

"A forza di osservare minuti di silenzio abbiamo messo insieme anni di vergogna"

Sul memoriale: "Nascerà ma dovrà essere vitale, aggiornarsi con l'iter della vicenda; dovrà essere un monito, dovrà emozionare, commuovere, educare alla ricerca della verità combattendo ogni menzogna. Abbiamo avuto assicurazioni sulla nascita del memoriale in tempi accettabili e almeno in questo vogliamo avere fiducia. Chiediamo che diventi monumento di interesse nazionale, riconoscendo l'alto valore di questa specifica memoria. Il nostro apparato statale ha tanto da farsi perdonare: l'assenza assordante di fronte alla doverosa sorveglianza, il consentire che si possa passare da ruoli molto delicati nell'amministrazione pubblica a figure apicali in holding private, la firma di contratti di concessione che non firmerebbe neanche un bambino da cui sorgono inquietanti domande a cui per il momento mancano risposte certe. Il nostro disegno di legge è perso nella crisi di governo, questo ci obbligherà a una nuova presentazione di fronte al futuro parlamento eletto. Dovremo effettuare la ripartenza da zero per uscire forse a ottenere una norma di civiltà e rispetto che non dovrebbe mancare in un paese democratico. Non speriamo purtroppo in cambiamenti epocali, siamo tristemente disillusi, sarebbe molto bello che qualcuno potesse stupirci positivamente. In questi giorni ho letto una bella frase che rappresenta la situazione del nostro Paese, scritta in ricordo della strage di Bologna: a forza di osservare minuti di silenzio abbiamo messo insieme anni di vergogna". 

Alle 11,36 in punto, un minuto di silenzio con il suono delle campane, delle sirene delle navi in porto e di quelle delle ambulanze dei soccorritori. Subito dopo, la composizione di Nevio Zanardi eseguita da Cora Greco al violoncello, interrotta appositamente alla 43esima nota, a cui è seguito qualche secondo di silenzio prima di un lungo applauso e dela fine della commemorazione.

Il punto sul processo

Nel processo sono coinvolti 59 imputati (tra ex vertici e tecnici di Autostrade e Spea, società che si occupava di manutenzioni e ispezioni, attuali ed ex dirigenti del ministero delle Infrastrutture e funzionari del Provveditorato) e 600 parti civili. La prima udienza, il 7 luglio, è terminata con rinvio al 12 settembre. Quel giorno, però, è previsto anche lo sciopero dei legali proclamato dall'assemblea della Camera penale ligure. La data non è casuale, ed era stata scelta apposta per dare un segnale forte sulla carenza di organico per il settore penale del tribunale di Genova.

Ponte Morandi, terminata la prima udienza: rinvio al 12 settembre

Proprio riguardo a quest'ultimo punto, Egle Possetti, presidente del comitato dei parenti delle vittime del crollo del Morandi, ha fatto sapere di aver ricevuto rassicurazioni dal ministro Cartabia: l'auspicio di Possetti è che il processo possa riprendere e che non ci siano ritardi, in modo da arrivare presto a una sentenza.

Il memoriale

Per quanto riguarda i lavori per il memoriale, sempre Possetti ha detto di aver saputo che gli uffici del Comune stanno lavorando per arrivare a una gara a settembre, in modo da far partire l'iter per la realizzazione della struttura, un luogo di rispetto e di sosta, di memoria, testimonianza e denuncia. Le 43 vittime verranno omaggiate con la realizzazione di una Casa delle Famiglie, di un museo, di una serra e di un punto di incontro. I lavori propedeutici sono iniziati l'11 luglio scorso.

I progettisti, lo studio Boeri, il Comune e la struttura commissariale sono impegnati in questi mesi a risolvere alcune problematiche tra cui l'interferenza della ferrovia con gli spazi del futuro memoriale e il trasferimento dei reperti.

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