Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Ponte Morandi, consegnata la perizia al gip: «Cavi corrosi e mancata manutenzione, così è crollato»

I periti hanno consegnato una corposa relazione redata durante il secondo incidente probatorio, quello finalizzato a stabilire le cause del crollo. E le accuse mosse ad Aspi sembrano trovare conferma

Il ponte Morandi è crollato per la corrosione dei cavi del tirante sud della pila 9, e per la mancata manutenzione: ne sono certi i periti del gip Angela Nutini, che hanno depositato la perizia redatta nel corso del secondo incidente probatorio, quello finalizzato a stabilire proprio le cause del crollo. 

Il documento, 500 pagine molto attese nell’ambito dell’inchiesta, la cui consegna è slittata già diverse svolte, parla di un “fenomeno di corrosione a cui è stata soggetta la parte superiore del tirante Sud- lato Genova della pila 9”, iniziato “sin dai primi anni di vita del ponte e progredito senza arrestarsi fino al momento del crollo, determinando una inaccettabile riduzione dell'area della sezione resistente dei trefoli che costituivano l'anima dei tiranti, elementi essenziali per la stabilità dell'opera".

Quanto supposto da tecnici ed esperti nei mesi successivi al crollo, insomma, è stato confermato anche dai periti del gip: la corrosione dei tiranti e la mancata manutenzione hanno provocato la tragedia del 14 agosto 2018, uccidendo 43 persone.

“Se fossero stati eseguiti correttamente, con elevata probabilità avrebbero impedito il verificarsi dell'evento - scrivono i periti in riferimento ai controlli e alle manutenzioni - La mancanza e/o l'inadeguatezza dei controlli e delle conseguenti azioni correttive costituiscono gli anelli deboli del sistema; se essi, laddove mancanti, fossero stati eseguiti e, laddove eseguiti, lo fossero stati correttamente, avrebbero interrotto la catena causale e l'evento non si sarebbe verificato". 

Gli esperti del gip parlano anche di “carenze progettuali” e “mancanza di specifiche tecniche adeguate sulle guaine dei cavi e sulle modalità di iniezione", oltre che di "difetti costruttivi in fase di realizzazione”e” carenze di controlli in fase di costruzione da parte della direzione dei lavori e della commissione di collaudo”. Per i periti controlli specifici avrebbero dovuto essere eseguiti sui trefoli per verificarne la condizione, così come raccomandato nel 1985, e interventi specifici avrebbero dovuto essere eseguiti con costanza nel corso del tempo per prevenire il graduale degrado del ponte e riparare il tirante difettoso.

Crollo Morandi, i parenti delle vittime: «Tassello importante nella ricerca della verità»

Anche Egle Possetti, presidente del Comitato in Ricordo delle Vittime del Morandi, ha commentato la consegna della perizia, definendolo «un importante tassello nella ricerca della verità».

«Nell’attesa di ricevere la perizia, attenendoci a quanto emerso in queste ore, possiamo constatare che molte delle fantomatiche cause emerse in questi mesi siano state definitivamente tacitate, è molto triste ma finalmente chiaro avere conferma che tutto poteva essere evitato - ha detto Possetti - I nostri cari sono stati uccisi, nessuno potrà far tornare indietro il tempo, possiamo solo continuare a lottare con fermezza e determinazione per la ricerca della verità. Ringraziamo i periti, la procura, gli inquirenti, il tribunale per il duro lavoro che hanno fatto e faranno per far emergere la veriita. Auspichiamo che tutti coloro che fino ad ora hanno avuto dubbi sulla nostra battaglia, anche di civiltà, possano condividerla ed appoggiarla.

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