Ponte Monumentale, Tursi studia nuove protezioni per impedire i suicidi

Da aprile a oggi sono state 4 le persone che sono salite sulla struttura minacciando di gettarsi nel vuoto. Una di loro, il 33enne Yacine Lamoudi, ha rifiutato tutti i soccorsi ed è morto dopo un volo di diversi metri

Quattro episodi in tre mesi, uno dei quali finito in tragedia: da aprile a oggi sono state quattro le persone che sono salite sul Ponte Monumentale con l’intenzione di togliersi la vita, una talmente determinata da ignorare tutti i tentativi di soccorso e gettarsi nel vuoto verso la sottostante via XX Settembre, morendo sul colpo. Yacine Mohamed Lamoudi, 33enne di origini algerine residente a Grenoble, in Francia, la mattina dello scorso 9 aprile è salito sul ponte, ha fumato una sigaretta e poi si è buttato sotto gli occhi atterriti dei passanti e dei soccorritori che sino all’ultimo provato a convincerlo a lasciarsi aiutare.

Neppure un mese dopo, la sera del 7 maggio, un altro giovane è stato avvistato pericolosamente in bilico sul Ponte Monumentale, apparentemente deciso a togliersi la vita. In questo caso provvidenziale è stato l’intervento di alcuni poliziotti, così come quello dei carabinieri il 7 giugno (questa volta a minacciare di uccidersi gettandosi nel vuoto è stata una ragazza di 27 anni) e dei Vigili del fuoco il pomeriggio di domenica 24 giugno, quando un uomo che aveva già scavalcato il parapetto è stato immobilizzato, imbragato e poi salvato da un pompiere che è a sua volta salito sul ponte ripercorrendo i suoi passi.

Che il Monumentale sia tristemente famoso per l’alto numero di persone che sembrano sceglierlo per commettere gesti estremi è d’altronde cosa nota. Certo è, però, che dopo la morte di Yacine e i successivi episodi ravvicinati l’attenzione si è puntata con prepotenza sull’imponente struttura che taglia a metà via XX Settembre, e sono in molti (compresi diversi appartenenti alle forze dell’ordine a ai soccorsi) a chiedere che venga preso qualche provvedimento per rendere quantomeno più difficile l’accesso a un punto considerato ad alto rischio.

La questione della sicurezza era infatti approdata in consiglio Comunale soltanto dal punto di vista delle dotazioni dei Vigili del fuoco, che nel caso di Yacine Lamoudi erano intervenuti senza cuscino di soccorso per mancanza di dotazione adeguata. Di installare protezioni fisse sul ponte stesso, però, ancora non si era discusso, almeno sino all’ennesimo tentativo di suicidio, quello di domenica: «Ho in programma martedì un incontro con l’assessore ai Lavori Pubblici e alle Manutenzioni, Paolo Fanghella, che con Aster potrebbe rivelarsi la persona giusta con cui prendere provvedimenti - conferma l’assessore comunale alla Sicurezza, Stefano Garassino - Il problema principale, a oggi, è che il Ponte Monumentale è un bene vincolato dalla Soprintendenza, e per questo motivo ogni tipo di aggiunta o modifica deve essere prima approvata».

A oggi, sottolinea ancora Garassino, la struttura è assolutamente sicura per chi passa sopra il Ponte, ma «è ovvio che chi è determinato a commettere gesti estremi riesce a superare le attuali protezioni. Fermo restando che non possiamo costruire recinti di cemento armato, siamo comunque intenzionati a capire se c’è margine di miglioramento, e se è possibile aumentare le protezioni senza incappare nel rifiuto della Soprintendenza».

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