Nuovo ponte, terminate tutte e 18 le pile: si prepara il varo della trave sul Polcevera

Cerimonia in cantiere per celebrare il traguardo raggiunto dagli uomini della jointventure PerGenova. Da portare a termine ancora la manovra più delicata, quella del sollevamento della campata che sorvola il torrente

Tutte e 18 le pile del nuovo ponte sul Polcevera svettano in cantiere: si sono conclusi oggi i lavori per costruzione dell’ultima pila alta 40 metri, costruzioni di cemento armato che sorreggeranno le 19 campate del viadotto.

Il traguardo è stato celebrato con una cerimonia cui hanno partecipato anche il governatore ligure Giovanni Toti e il sindaco di Genova, e commissario per la ricostruzione, Marco Bucci. Gli uomini della joint venture PerGenova, composta da Salini Impregilo e Fincantieri, avevano iniziato a lavorare alle pile il 24 giugno 2019, e in 8 mesi la costruzione delle 18 pile è stata completata. A oggi sono state issate in quota e sistemate 10 campate, tra cui la prima delle tre da 100 metri che sorvolano il Polcevera. Il ponte a oggi visibile misura dunque 550 metri, superando la metà della lunghezza complessiva di 1067 metri. 

Il cronoprogramma dei lavori, per questa settimana, prevede operazioni sia nel cantiere di levante sia in quello di ponente. A ponente si lavora per rifinire e saldare le componenti delle campate già issate in quota e per assemblare la P9-P10, l’altra maxi trave da poco meno di 100 metri che sorvolerà il letto del Polcevera. E si lavora anche nell’alveo stesso del torrente, per preparare il fondo al varo della campata, mentre si monta la maxi gru cingolata che servirà per portare la trave in quota.

Nel cantiere lato levante gli operai stanno inoltre assemblando la campata che verrà sistemata tra le pile 17 e 18 e quella che poggerà sulla spalla della collina. Ancora non è stata comunicata la data del prossimo varo, ma le operazioni stanno accelerando nel tentativo di rispettare i tempi dettati dal sindaco-commissario Bucci: ponte terminato entro la primavera 2020.

«Queste pile sono un esempio di scienza e di arte, è una cosa bella per la città. Ciò che faremo sino alla fine del progetto non è solo un dono alla città, ma la volontà di avere fatto qualcosa di imporrante: un giorno tutti voi direte di essere orgoglioso di avere partecipato a questo progetto - ha detto il sindaco Marco Bucci rivolgendosi alle maestranza del cantiere - Il messaggio importantissimo che oggi mettiamo nel cemento è che siamo capaci di fare cose di questo genere. Avete lavorato 24 ore su 24 senza sosta, vi aspetteranno ancora giorni di duro lavoro, ma sono certo che sarete orgogliosi».

Le pile, tra parti esposte e sotterranee, sfiorano un’altezza complessiva di 1500 metri, l’equivalente di due grattacieli come il Burj Khalifa di Dubai. Le loro dimensioni esterne sono costanti (9,50 per 4,00 metri), per garantire uniformità prospettica all’opera e velocità di realizzazione grazie all’utilizzo della stessa tipologia di cassero esterno. 

«Questa è un’opera unica sotto tanti punti di vista: la componente innovativa e sostenibile, i tempi di realizzazione, la pressione e l’attenzione dell’opinione pubblica, l’attenzione alla qualità e alla sicurezza delle lavorazioni, e naturalmente la sua stessa ragion d’essere - ha commentato Pietro Salini, amministratore delegato di Salini Impregilo - Per questo prima di tutto voglio ringraziare le maestranze, gli ingegneri e i lavoratori che a vario titolo animano questo sforzo comune e che sono i nostri eroi»

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tragedia al San Martino, trovato morto paziente allontanatosi dal reparto

  • Ruba smartphone a mamma con neonato sul bus, poi la prende a pugni

  • Coronavirus, da domenica la Liguria torna in zona gialla

  • Liguria verso zona gialla, ma gli spostamenti fuori regione restano in forse

  • Perdono entrambi i genitori nel giro di un anno: mobilitazione per aiutare due fratelli di Quezzi

  • Antiche tradizioni: cos'è il "ragno genovese"?

Torna su
GenovaToday è in caricamento