Concerto per il nuovo ponte, i parenti delle vittime: «No a feste, non fate i nomi dei nostri cari»

Egle Possetti, portavoce del Comitato Parenti Vittime del Ponte Morandi, spiega le motivazioni contro l'evento organizzato da Webuild: «Troviamo assurdo un concerto stile Sanremo»

I parenti delle vittime del Morandi durante la cerimonia di commemorazione

«Non possiamo farli diventare un ninnolo alla festa, non lo meritano»: Egle Possetti, sorella di Claudia Possetti, morta nel crollo del ponte Morandi insieme con il marito Andrea Vattuone e i due figli, Camilla e Manuele, prende nuovamente la parola per difendere la memoria dei suoi cari e delle altre 39 vittime della tragedia del 14 agosto 2018.

Il riferimento è, ancora una volta, al concerto per l’inaugurazione del nuovo ponte che Webuild (Salini Impregilo) ha organizzato per il 27 luglio su Rai 3. Un concerto su cui i parenti delle vittime, e molte altre persone, avevano già preso posizione (contro) con una petizione che chiedeva un’inaugurazione sobria in segno di rispetto. E della questione proprio Possetti ha parlato, giovedì, con il sindaco Marco Bucci.

«Per noi, come per molti cittadini genovesi, l’inaugurazione dovrebbe avere un profilo basso, un profilo rispettoso, soprattutto per le motivazioni che hanno portato alla nuova costruzione, non è così per tutti, ma si sa, ognuno ha le sue idee che chiaramente possono essere influenzate dalla propria sensibilità e posizione», si legge in una nota del Comitato Parenti Vittime del Ponte Morandi, dove si precisa che «dall’incontro sono emerse delle grandi differenze sull’interpretazione di questo momento, e noi francamente non possiamo essere giudici di quale sia la verità, con il cuore però noi non possiamo aderire a questa “festa” anche se potrebbe avere a margine dei festeggiamenti, un ricordo dei nostri cari».

«Noi vorremmo un’inaugurazione sobria, pensiamo sia molto emozionante il concerto in piazza dell’orchestra - prosegue la nota con riferimento al concerto in piazza organizzato dal Carlo Felice - pensiamo sia d’obbligo il taglio del nastro sul ponte, pensiamo sia molto forte e d’impatto il suono delle sirene del porto, pensiamo sia doveroso l’inno nazionale, non riusciamo a capire la camminata sul nuovo ponte, ma sembra che molti cittadini la vogliano fare. Troviamo assurdo un concerto stile “Sanremo" (anche in fase 2 Covid inoltre) ma per festeggiare cosa?».

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«Noi vogliamo quindi momenti distinti per la “festa" e per il ricordo delle vittime - conclude il Comitato - stante le premesse di cui sopra, abbiamo chiesto al sindaco ufficialmente di non nominare nella cerimonia di inaugurazione i nostri cari, il loro ricordo troverà spazio il 14 agosto ed in questa circostanza potranno avere il giusto rispetto che meritano».

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