Galleria Coronata, l'assessore Piciocchi spiega come si innesta il nuovo ponte

A chiedere un chiarimento è stato Ubaldo Santi (Gruppo misto), che ha ricordato come nel 1963, durante le operazioni per la realizzazione della galleria Coronata, l'impresa appaltatrice impiegò esplosivo in mine, compromettendo gli edifici

Martedì 28 aprile il Comune di Genova ha reso note le risposte scritte da parte degli assessori alle interrogazioni a risposta immediata del consiglio di martedì 21 aprile. La giunta, che risponde per iscritto vista l'emergenza coronavirus, è tenuta a farlo entro cinque giorni, come deciso nella conferenza capigruppo di giovedì 19 marzo.

Ubaldo Santi (Gruppo misto) ha ricordato che nel 1963, durante le operazioni per la realizzazione della galleria Coronata, l'impresa appaltatrice, la società Italiana Condotte, impiegò esplosivo in mine: le deflagrazioni nel materiale roccioso, oltre a generare la forometria necessaria alla nuova infrastruttura, compromisero anche il sovrastante supporto lapideo della formazione collinare e interessarono le fondamenta e le strutture portanti del santuario e degli edifici del complesso, lesionandoli gravemente. Per questo motivo chiede quali azioni intende mettere in atto l'amministrazione comunale per accertare e monitorare con costanza la consistenza lapidea della collina del Santuario di Coronata, in previsione del nuovo innesto del viadotto Polcevera, per garantire la maggiore sicurezza dei cittadini di cui il sindaco è primario tutore.

La replica dell'assessore Pietro Piciocchi: «Il nuovo viadotto sul Polcevera, in via di completamento, non andrà a mutare le condizioni del versante di Coronata, in virtù dell'assenza di opera di modifica della galleria e dell'area immediatamente adiacente. Gli interventi di demolizione utilizzati per il versante di ponente hanno previsto l'utilizzo di sistemi e mezzi in grado di eseguire una demolizione meccanica puntuale, che non hanno in alcun modo interferito con la collina di Coronata e con gli edifici che la sovrastano. Il nuovo Viadotto si innesterà nel medesimo punto in cui il Ponte Morandi si innestava nel versante, e la distanza tra l'esistente imbocco della galleria e la nuova spalla di ponente del viadotto, identificabile come il suo punto di estremo ponente, è di oltre 70 metri. Si evidenzia, inoltre, come nel piano di bacino del Torrente Polcevera l'area prossima all'imbocco della galleria Coronata non è soggetta a rischio geologico. Ulteriori informazioni sull'area potranno essere richieste ad Autostrade per l'Italia, che ha attivo un monitoraggio geologico\geotecnico sui tratti di rete autostradale di sua competenza».

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