Iplom, dalla Procura il via libera per la sostituzione del tubo

Dopo settimane di indagini, dagli inquirenti arriva l'ok per ripristinare la sezione di tubatura che lo scors 17 aprile si è rotta causando lo sversamento di petrolio. Ma per la ripresa dell'attività bisogna attendere ancora

Dopo settimane di indagini e il sopralluogo del tecnico incaricato di verificare le condizioni del luogo, la Procura ha dato il via libera alla sostituzione della porzione di tubatura Iplom che si è rotta lo scorso 17 aprile sversando nei rii Pianego e Fegino, e da lì nel Polcevera, oltre 600mila litri di petrolio.

L’ok è arrivato lunedì dal pm che si occupa dell’inchiesta per disastro ambientale colposo, Walter Cotugno, che ha preso il provvedimento sulla base della relazione del geologo intervenuto per verificare le condizioni del suolo ed evidenziare eventuali criticità e degli altri tecnici incaricati dalla stessa Procura di analizzare il sito. In questi giorni la parte di tubo “incriminata”, lunga circa 30 metri e con un diametro di 40 centimetri verrà tagliata a pezzi e inviata a uno dei laboratori dell’università di Genova, dove verrà ulteriormente sezionata e analizzata. 

I tecnici Iplom potranno quindi sostituire il tubo e ripristinare la condotta, anche se è presto per parlare di riapertura dell’impianto: dopo il disastro, Iplom si è vista costretta a fermare la produzione per consentire alla Procura di portare avanti le indagini, durante le quali sono emerse diverse criticità nel percorso che la tubatura fa per collegare il porto petroli di Multedo a Busalla, parte della quale è interrata e ancora piena di greggio dopo la fermata.

A oggi sono 19 i punti che i tecnici hanno definito a rischio, da mettere completamente in sicurezza prima di poter riprendere la produzione e consentire ai 240 dipendenti a oggi in cassa integrazione di tornare al lavoro. Iplom dovrà dunque prima procedere con la bonifica, e poi presentare una relazione dettagliata alla Procura.

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