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Greggio nel Polcevera, finito l'intervento dei vigili del Fuoco. Inizia la conta dei danni

Dopo oltre 36 ore di lavoro, le squadre hanno abbandonato il luogo del disastro lasciandolo ai tecnici e agli uomini di Iplom, cui è affidato il compito di ripulire l'alveo del Polcevera. Prime vittime fra la fauna del fiume

Oltre 36 ore di lunghissimo e faticoso intervento, immersi nell’odore acre e nell’acqua ribollente di petrolio, ma la fatica, per i vigili del Fuoco e gli uomini della Protezione Civile, non è stata qualcosa cui cedere: tra le tante forze in campo che da domenica sera sono state al lavoro per arginare il disastro ambientale dovuto alla rottura di una tubatura dell’oleodotto Iplom, che ha scaricato almeno 100mila litri di greggio nigeriano nel rio Fegino e nel Polcevera (e da qui nel mare), sono stati loro a intervenire più tempestivamente, spruzzando schiumogeno e posizionando "panne" assorbenti per contenere l’onda nera.

Un obiettivo in parte raggiunto, almeno stando alle stime della Capitaneria di Porto, che da ieri sorvola l’area con un elicottero e ha sottolineato che a oggi, complice anche la relativa mancanza d’acqua nel greto del Polcevera, le condizioni meteo favorevoli e l’intervento tempestivo dei soccorsi, la quantità di petrolio finita in mare è minima: «Abbiamo sfiorato la tragedia», ha detto ieri il governatore della Liguria, Giovanni Toti, commentando la lunga giornata, che per i vigili del Fuoco è terminata solo questa mattina, quando le squadre, dopo  2 notti di lavoro incessante, hanno potuto fare ritorno in caserma e togliersi finalmente le divise intrise di acqua e sudore e striate di nero. Ma sui tre fonti di intervento - Fegino, ponte di Cornigliano e foce del Polcevera - i lavori di bonifica non si fermano: 4 i chilometri di fiume da ripulire, sequestrati dalla Procura insieme con lo stabilimento Iplom per l’inchiesta aperta - al momento a carico di ignoti - dal pm Alberto Landolfi, mentre l’azienda, dopo essersi scusata, ha fatto sapere che l’incidente sarebbe avvenuto durante il trasferimento del petrolio da una nave ormeggiata nel Porto Petroli di Multedo, e che metterà in atto tutti gli interventi necessari alla pulizia e alla messa in sicurezza dell’alveo.

VIDEO: Il disastro visto dall'alto

Continuano intanto i campionamenti a opera di Arpal e Asl 3, che ieri ha assicurato, come sottolineato anche dall’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale, che «non c’è pericolo per la salute pubblica», in quanto la percentuale di sostanze volatili registrata non sarebbe mai andata oltre il limite consentito per legge. Ma per gli abitanti di Fegino e Borzoli le dichiarazioni ufficiali non sono sufficienti, e la rabbia e la frustrazione divampano al punto da averli spinti, ieri sera, a organizzare un’assemblea straordinaria per protestare contro la situazione sempre più difficile in cui sono costretti a vivere, degenerata in un vero e proprio disastro ambientale. Che sta incominciando a mietere vittime tra la fauna del Polcevera: ieri i volontari dell’Enpa hanno recuperato un’oca completamente ricoperta di greggio, in pessime condizioni dopo aver ingerito il petrolio che come un’onda nera nei primi minuti della fuoriuscita ha letteralmente sostituito l’acqua, mentre i vigili del Fuoco hanno già recuperato diversi germani e cormorani.

«Adesso le cose si fanno più difficili, perché gli animali "impetroliati" tendono a nascondersi nella vegetazione, ed è più complicato individuarl. Siamo sul posto e raccogliamo segnalazioni, abbiamo avvistato alcuni gabbiani con il piumaggio sporco, ma perfettamente in grado di volare», hanno fatto sapere dall’Enpa, che da domenica sera, come tutte le forze in campo, è entrata in "modalità emergenza". E anche se la situazione al momento sembra sotto controllo, serviranno settimane, se non mesi, per tornare a una parvenza di normalità, oltre che parecchi soldi. Su questo, Comune e Regione sono d’accordo: si tratta di un evento di rilevanza nazionale, e la costante comunicazione con il ministro Galletti assicura un intervento da parte del governo, cui forse nelle prossime ore potrebbe essere avanzata una richiesta di stato d’emergenza

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