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Greggio nel Polcevera, la lotta per salvare il mare. A rischio i lavoratori Iplom

Proseguono senza sosta le operazioni di bonifica finalizzate a eliminare quanto più petrolio possibile prima del peggioramento meteo previsto per venerdì. Arrivato anche il pallone aerostatico per monitorare il mare

Prosegue la lotta contro il tempo - e contro il maltempo - per arrestare l’onda nera e maleodorante che si è riversata nel rio Pianego, e poi nel Fegino e nel Polcevera, dopo la rottura di una tubatura dell’oleodotto Iplom a Fegino: decine di operai delle ditte specializzate contattate dall’azienda per la bonifica lavorano interrottamente piazzando panne assorbenti, costruendo dighe e aspirando con le idrovore per eliminare quanto più greggio possibile prima di venerdì sera, quando un’ondata di maltempo dovrebbe abbattersi sulla regione portando piogge che potrebbero agevolare lo sversamento in mare aperto.

Che, nonostante gli sforzi delle ultime ore, è già stato parzialmente contaminato, anche se non in maniera critica, almeno stando ai rilievi effettuati dalla Capitaneria di porto: la maggior parte del petrolio sarebbe rimasto all’interno della diga foranea, circoscritto dalle panne assorbenti (pur con qualche chiazza che ha già raggiunto il mare aperto) e in mattinata è arrivato il pallone aerostatico che attraverso i raggi infrarossi effettuerà delle mappature per controllare la superficie del mare e rilevare eventuali chiazze.

Il greggio, spinto dal vento e dalle correnti, è però sfuggito alle panne raggiungendo anche la spiaggia di Pegli, dove i residenti hanno avvisato alcune chiazze all’altezza dell’attracco della Navebus. Sul luogo del disastro, dove la Regione ha allestito un centro informazioni mobile coordinato dalla Asl 3 per un supporto dei residenti, continuano intanto i rilievi di Arpal, che non hanno ancora registrato nessuno sforamento dei limiti di legge per quanto riguarda la presenza di sostanze inquinanti.

Non c’è pericolo per la salute pubblica”, ha ribadito l’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale, che questa mattina ha effettuato un sopralluogo proprio per verificare le attività della postazione Asl, cui si sono rivolti già decine di residenti lamentando bruciore agli occhi e problemi respiratori. Tante le contestazioni al sindaco Marco Doria per non essersi recato subito sul luogo del disastro per verificare di persona la situazione, mentre in mattinata Legambiente ha effettuato un blitz sul ponte di Cornigliano affiggendo uno striscione per sensibilizzare l’opinione pubblica sui potenziali disastri dovuti all’utilizzo di fonti fossili.

Tra i 250 lavoratori di Iplom, che ha promesso di rimuovere il 90% del petrolio dai fiumi entro venerdì sera, serpeggia intanto la preoccupazione dopo la decisione, da parte della Procura, di sequestrare la condotta sino alla conclusione delle indagini, affidate alla sezione reati ambientali e al pm Walter Cotugno, che al momento ha indagato solo il direttore della raffineria con le accuse di disastro ambientale colposo. Il timore è che la produzione si blocchi, e che l’azienda sia costretta a ricorrere alla cassa integrazione.

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