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Pirati a Portofino, le foto del motoscafo ritrovato a Genova

La capitaneria di porto ha rintracciato il Crownline 260 Cr blu notte depredato a Giancarlo Orizi, affondato davanti a corso Italia. La barca era stata rubata dopo essere salpata dal porticciolo di Camogli

Ancora nessuna traccia dei pirati di Camogli. La capitaneria di porto di Genova ha invece ritrovato il motoscafo Crownline 260 Cr blu notte depredato a Giancarlo Orizi, affondato davanti a corso Italia.

L'operaio di 50 anni, salpato a bordo della sua barca da 120 mila euro dal porticciolo di Camogli, si trova a due miglia dalla costa, nei pressi di Portofino, a pescare quando un gommone si avvicina.

Alla richiesta di soccorso da parte dei due uomini a bordo della piccola imbarcazione, Orizi risponde da gentiluomo di mare e fa salire i due sulla sua barca, ancorando la cima del gommone allo scafo del Crownline.

A quel punto il colpo di scena. I due estraggono le pistole e costringono Giancarlo Orizi a scendere sul gommone. Sciolgono la cima e si danno alla fuga. Ma i pirati lasciano sulla barca un cellulare e razzi di segnalazione con cui la vittima dello scippo in alto mare può lanciare l'allarme.

Con i serbatoi pieni, il Crownline ha un'autonomia di sei ore. Ma con capitaneria di porto, Polmare e carabinieri alla loro ricerca i pirati non possono andare molto lontano. Ecco infatti la segnalazione di una motoscafo che corrisponde a quello dell'identikit, affondato davanti a Genova a poche miglia da Camogli.

Resta da capire se i pirati abbiano deciso di abbandonare l'imbarcazione perché sentivano sul collo il fiato delle forze dell'ordine oppure se fossero già soddisfatti così, ovvero se lo scopo dell'azione fosse puramente intimidatorio.

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