Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Anarchici genovesi in trasferta a Piacenza per manifestazione non autorizzata

Cinquanta in tutto le persone denunciate, 21 uomini e 29 donne, tra i 20 e i 41 anni, residenti nelle provincie o città di Pavia, Milano, Torino, Trento, Brescia, Cuneo, Genova, Vicenza, Varese

Cinquanta militanti d'area anarco insurrezionalista, alcuni provenienti da Genova, tutti con precedenti penali o di polizia, sono stati denunciati dal Nucleo Informativo dei carabinieri di Piacenza perché ritenuti responsabili in concorso tra loro, di organizzazione di manifestazione non autorizzata, interruzione aggravata di pubblico servizio, vilipendio delle forze armate, radunata sediziosa e violazione delle norme di contenimento in materia di emergenza epidemiologica da covid-19.

Il 7 febbraio scorso, per tutto il pomeriggio, davanti al carcere di Piacenza, con un sit-in di protesta, insieme ad altri militanti, circa 60 in totale, provenienti da diverse regioni del nord Italia, avevano manifestato la propria solidarietà in favore di un detenuto, da poco trasferito alle Novate, che in precedenza era nel carcere di Ascoli Piceno dove dopo una rivolta alcuni detenuti erano deceduti.

Una pattuglia del Radiomobile di Piacenza posta all’altezza della strada che porta all’ingresso principale del carcere di  Piacenza, con compiti di pre-filtraggio ed interdizione al passaggio di veicoli non autorizzati, ha controllato un furgoncino con a bordo quattro giovani, due dei quali erano destinatari di notifiche atti e contestazione di reati e violazioni amministrative. Per questo erano stati portati presso il comando di via Beverora per gli accertamenti.

Circa 60 manifestanti presso il carcere di Piacenza, appreso che quattro di loro erano stati fermati da una pattuglia dei carabinieri e condotti in caserma, alle 17.50 circa si erano radunati davanti al comando di viale Beverora, dando vita a una manifestazione di protesta improvvisata, brandendo sassi e urlando frasi oltraggiose verso l'Arma dei carabinieri e i suoi appartenenti, chiedendo la liberazione dei quattro compagni in quel momento ancora in caserma.

«Ciò cagionava - dicono i carabinieri in una nota stampa - un perturbamento dell'ordine e della sicurezza pubblica che portava alla chiusura al pubblico - per motivi di sicurezza - di tutti gli uffici del comando e il reimpiego davanti all’ingresso principale dell’intero contingente del servizio di ordine pubblico che si trovava presso il carcere. Per circa mezz’ora, inoltre, sino a quando la manifestazione improvvisata ha avuto luogo, via Beverora è stata chiusa al traffico».

I carabinieri del Nucleo Informativo, con l'ausilio dei colleghi di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Torino, Como, Milano, Genova, Trento e Vicenza, dopo aver attentamente visionato materiale informatico, i video delle telecamere di videosorveglianza e svolto un minuzioso lavoro di interscambio informativo, sono riusciti a identificare compiutamente 50 manifestanti.

Si tratta di 21 uomini e 29 donne, tra i 20 e i 41 anni, residenti nelle provincie o città di Pavia, Milano, Torino, Trento, Brescia, Cuneo, Genova, Vicenza, Varese, che sono stati denunciati per concorso in organizzazione di manifestazione non preavvisata all’autorità di pubblica sicurezza, concorso in interruzione aggravata di pubblico servizio, concorso in vilipendio delle forze armate, radunata sediziosa e violazione delle norme di contenimento in materia di emergenza epidemiologica da covid-19.

Per tutti, inoltre, è stata avanzata alla locale questura la proposta di foglio di via obbligatorio dal comune di Piacenza.

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