Cronaca

Pestaggio sul bus, il pm chiede la condanna per tutti: «Le ragazze parteciparono»

Per il pubblico ministero, tutti e quattro i giovani che picchiarono selvaggiamente il 44enne Marzio Narcisi al capolinea dell'1, in piazza Caricamento, vanno condannati

Una condanna unanime, che non riguardi soltanto i due ragazzi, ma anche le due ragazze che erano con loro e che, secondo l’accusa, avrebbero attivamente partecipato al pestaggio: questa la richiesta del pubblico ministero Vittorio Ranieri Miniati al termine della sue requisitoria nell’ambito del processo per il pestaggio selvaggio di Marzio Narcisi, il barman 44enne brutalmente aggredito su un bus a Caricamento, al capolinea della linea 1, la notte del 14 luglio 2015.

Per l’aggressione, dopo settimane di indagini, erano stati arrestati cinque ragazzi: Lorenzo Giuliani, studente ventenne, il coetaneo Federico Burlando, una 21enne e l’amica 20enne, tutti in aula davanti al giudice di primo grado, e Jurgen Ndrelalaj, oggi 19enne ma minorenne al tempo dei fatti, a processo presso il Tribunale dei Minori. Le richieste del pm al giudice Cinzia Perroni sono state chiare: tenendo conto della riduzione di pena per l’ammissione di responsabilità e il conseguente rito abbreviato, 4 anni per Giuliani, 3 anni e due mesi per Burlando, e due ciascuno per le due ragazze, che pur avendo partecipato all’aggressione sarebbero state le uniche a collaborare alle indagini sin dal fermo.

Esito diverse invece per Simone Furfaro, 35 anni, l’autista che quella sera si trovava al volante del bus e che nel vedere cosa stava accadendo non ha fatto nulla, limitandosi a guardare lo smartphone senza chiamare i soccorsi:  il giudice gli ha accordato la messa alla prova, evitandogli condanne e carcere e consentendogli di scontare la pena attraverso lavori socialmente utili. Amt intanto è uscita dal procedimento penale, in quanto non vi sarebbero elementi che potrebbero imputare all’azienda responsabilità di questo tipi, e dovrà rispondere soltanto in sede civile. L’avvocato di Narcisi, che dopo il violento pestaggio è finito in coma per giorni in una clinica specializzata vicina alla Spezia, ha già annunciato di voler chiedere un risarcimento di circa 400mila euro per i danni biologici, fisici e morali subiti dal suo cliente.

Il più giovane dei picchiatori, infine, è a processo al Tribunale dei Minori: soltanto due settimane fa è stato nuovamente arrestato per avere partecipato a una rapina nel centro storico di Genova.

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