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Pesce non tracciato, astici morti e "novellame": raffica di sequestri e denunce della Guardia Costiera

Nei giorni scorsi gli ispettori hanno portato a termine un'intesa attività di controllo della filiera ittica, scoprendo numerosi illeciti

Oltre 46mila euro di sanzioni, enormi quantità di pesce sequestrato e due denunce per frode in commercio ai danni di ristoratori : è il bilancio dell’attività portata avanti dagli ispettori pesca della Guardia Costiera di Genova hanno portato a termine un'operazione di vigilanza sulla filiera ittica in Liguria, Lombardia e Piemonte.

Le sanzioni elevate nel corso dell’operazione sono state 18. Gli ispettori hanno usato unità navali per controllare i pescherecci e le unità di diporto in attività di pesca sportiva e ricreativa nel mar Ligure. Complessivamente sono state condotte 358 ispezioni, di cui 58 in mare e 300 sulla filiera ittica commerciale, con un impiego di 100 uomini e 7 unità navali.

Le ispezioni hanno riguardato rivenditori all’ingrosso, pescherie, supermercati e attività di somministrazione, con controlli mirati sul rispetto delle vigenti normative nazionali e comunitarie in materia di tracciabilità, etichettatura e tutela delle specie bersaglio.

In particolare, gli ispettori della Guardia Costiera hanno denunciato per frode in commercio alcuni ristoranti e sequestrato ingenti quantità di prodotti ittici per mancanza di tracciabilità presso le sedi di diverse catene di cash and carry a Genova e nel Tigullio. 

A un’azienda sono state contestate due sanzioni amministrative di 1500 euro ciascuna, mentre diversi quintali di pesce sono stati messi sotto sequestro per mancanza della documentazione comprovante la provenienza.

Durante le ispezioni sono stati trovati numerosi esemplari di astice e crostacei di varie specie non più in vita all'interno di vasche sovrapopolate, in violazione delle procedure sanitarie di autocontrollo previste. All’azienda è stata contestata una sanzione, pari a 2.000 euro, per il mancato rispetto delle procedure HACCP.

Infine, presso il mercato ittico cittadino di Ca’ de Pitta, è stato individuato un operatore che commercializzava pezzogne (una specie pregiata di pagello detta anche, in ligure, “besugo”) di taglia inferiore a quella prevista per legge, proveniente da un noto fornitore del sud Italia. 

Il prodotto è stato sequestrato e successivamente devoluto in beneficenza ad un'associazione onlus, previa autorizzazione del servizio veterinario della ASL 3 Genovese che ne ha confermato le condizioni di consumabilità. Le aziende coinvolte sono state entrambe sanzionate per commercio di novellame.

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