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Mercati, pescherie e ristoranti: controlli a tappeto nelle feste per il pesce "illegale"

I militari della Guardia di Finanza hanno concluso in queste ore una maxi operazione finalizzata a tutelare la filiera ittica e i consumatori dalle frodi

Si è conclusa nelle scorse ore la maxi operazione di vigilanza ribattezzata “Confine Illegale” e incentrata sulla filiera della pesca che gli ispettori della Guardia Costiera della Liguria hanno svolto tra la nostra regione, il Piemonte e la Val d’Aosta.

Nel corso dell’intera operazione, i militari liguri hanno eseguito complessivamente 132 ispezioni in mare o presso punti di sbarco in Liguria, a unità da pesca professionali e sportive, e  155 ispezioni ad attività commerciali (ingrosso, dettaglio, piattaforme, pescherie, ristoranti, negozi alimentari) in tutto il Nord-Ovest d’Italia.

Le sanzioni sono state 92, per un importo complessivo di circa 194mila euro, e sono state sequestrate oltre 86 tonnellate di prodotto ittico non rispondente alle normative in vigore. L’attività ispettiva condotta dal personale imbarcato e quello dei nuclei ispettivi della Guardia costiera ha, inoltre, portato alla trasmissione di 7 notizie di reato alle Autorità giudiziarie di riferimento per territorio.

Filiera ittica, maxi operazione della Guardia Costiera durante le feste | Video

A Genova controllati Ca' de Pitta e ristoranti e pescherie del centro storico

Le città coinvolte sono Como, Milano, Imperia, Savona e Genova. Nel capoluogo ligure, in particolare,  i militari della Guardia costiera di Genova hanno svolto numerosi controlli concentrandosi sul locale mercato ittico di Ca’ de Pitta, con ispezioni alle attività di vendita e ai mezzi di trasporto in arrivo e partenza dal mercato. Nel corso dei controlli sono stati sanzionati i titolari di 2 pescherie il cui mezzo di trasporto è risultato essere sprovvisto delle autorizzazioni sanitarie per il trasporto dei prodotti ittici. 

Ispezionate anche pescherie e ristoranti del centro storico: il titolare di una pescheria dei caruggi è stato sanzionato per commercializzazione di esemplari di orata privi della documentazione di acquisto. Il prodotto, forse pescato da pescatori dilettanti, è stato sequestrato, e per il titolare è scattato una multa da 1.500 euro. Infine, il titolare di nazionalità cinese di un sushi è stato sanzionato con na multa da 2.000 euro per avere realizzato spiedini di mazzancolle impiegando prodotti surgelati in origine, scongelati e ricongelati, in violazione delle vigenti norme igienico-sanitarie. 

Per i controlli a mare, nel corso del periodo natalizio, le tradizionali unità della Direzione marittima della Liguria sono state anche affiancate dalla presenza di Nave Peluso. Il pattugliatore d’altura della Guardia costiera –  di base nel porto di Messina – ha effettuato una campagna di vigilanza-pesca nell’alto Tirreno e il Mar Ligure per da garantire controlli in mare anche alle unità che pescano a maggiori distanze dalla costa.

Controlli contro frodi commerciali e rischi per la salute

L’operazione era finalizzata alla tutela della risorsa ittica e alla prevenzione delle frodi al consumatore, soprattutto in un periodo in cui l’acquisto di pesce aumenta esponenzialmente per pranzi e cene della festività. Il rischio è che possano arrivare sulle tavole prodotti ittici non sicuri o differenti di fatto rispetto a quanto indicato (in quantità o qualità), ed è per questo che il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo ha chiesto uno sforzo ulteriore alla Guardia costiera disponendo l’operazione “Confine illegale”.

«Anche nei momenti topici delle festività - ha detto l’Ammiraglio Carlone, Comandante regionale della Guardia costiera della Liguria - i nostri ispettori sono impegnati sul campo, tra la gente, per tutelare sia le risorse ittiche del nostro mare, sia i consumatori e coloro che, pescatori, commercianti ed operatori del settore, onesti e rispettosi delle norme, meritano di essere tutelati nei confronti di chi tenta di eludere i controlli e raggirare il consumatore per raggiungere facili ed indebiti guadagni». 

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