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Pesca d'acqua dolce, la stagione parte con un mese di ritardo

Proteste da parte di pescatori e ristoratori dopo lo slittamento della tradizionale data d'inizio: "colpa" del passaggio di consegne tra Provincia e Città Metropolitana

Il taglio delle Province e il conseguente passaggio di competenze alla Città Metropolitane incomincia a produrre effetti: a farne le spese per primi sono gli appassionati di pesca d’acqua dolce, che a oggi non hanno ancora una data precisa d’inizio della stagione, sino a oggi fissata per l’ultima settimana di febbraio.

Una zona bianca che la recente rivoluzione a livello provinciale non è riuscita a riempire e che ha causato un ritardo sul calendario: la commissione provinciale ha stabilito uno slittamento a fine marzo, oltre un mese dopo la partenza tradizionale.

Al momento le competenze in materia di pesca rimangono alla Città Metropolitana, che ha ufficialmente preso il posto della Provincia a partire dall’anno nuovo, nonostante che sia stato approvato un disegno di legge che ne prevede il passaggio alla Regione.

La notizia ha suscitato proteste da parte non soltanto dei pescatori, ma anche da chi sul commercio ittico lavora, come ristoratori e rivenditori che dal ritardo subiscono anche un danno economico.

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