Cronaca

Pensioni e amianto, assolti ex dirigenti e funzionari Inail: «Nessuna truffa»

Il tribunale di Genova ha stabilito questa mattina che Pietro Pastorino, Cinzia Rotella e Pietro Rebollini non hanno falsificato certificati per far ottenere pensioni integrative a ex dipendenti Ansaldo

Il tribunale di Genova ha assolto oggi con formula piena Pietro Pastorino, Cinzia Rotella e Paolo Rebollini, rispettivamente ex direttore dell’ufficio genovese dell’Inail ed ex dipendenti dell’ufficio amianto dello stesso istituto, che erano stati accusati di avere concesso il beneficio dell’esposizione all’amianto a dipendenti dell’Ansaldo, oggi tutti in pensione, che non sarebbero stati in possesso dei requisiti necessari.

A emettere la sentenza di assoluzione piena perché “il fatto non costituisce reato”, il giudice Marco Panicucci. Il pubblico ministero, Luca Scorza Azzarà, aveva chiesto condanne tra i 2 e i 6 anni per gli imputati, che erano accusati di truffa ai danni dello Stato. Per l’accusa, Pastorino (difeso dall’avv. Simone Vernazza), Rotella (difesa dagli avvocati Avicoli e Robustelli) e Rebillini (difeso dall’avvocato Celasco), avrebbero rilasciato oltre 250 certificazioni false provocando un danno all’Inps di 36 milioni di euro, pagando pensioni e incentivi non dovuti.

«Siamo molti soddisfatti - ha ammesso l’avvocato Vernazza a pochi minuti dal verdetto - Dopo anni di calvario, la sentenza di oggi mette un punto a una vicenda che dura da anni». A Genova la questione è al centro delle cronache giudiziarie da molto tempo, con grande preoccupazione anche e soprattutto per i lavoratori, più volti scesi in piazza per protestare nel timore di vedersi revocare i requisiti acquisiti dopo anni di lavoro a stretto contatto con una sostanza tossica come l’amianto.

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