Emergenza animali in città: dopo il cinghiale a Dinegro, capriolo ferito nel cimitero di Pegli

Gli agenti del reparto Ambiente della Municipale sono intervenuti in mattinata in via Martino da Pegli dopo le segnalazioni dei residenti. Nelle stesse ore, altri agenti sono riusciti a catturare il cinghialino intrappolato a Villa Rosazza

Un capriolo salvato dall'Enpa - foto d'archivio

Emergenza animali selvatici a Genova: dopo la segnalazione di un cucciolo di cinghiale nel parco di Villa Rosazza, alle spalle di Dinegro, e della presenza di un cervo in un giardino di un condominio in corso Martinetti, a Sampierdarena, gli agenti del reparto Ambiente della polizia Municipale sono dovuti intervenire a Pegli dopo che alcuni passanti hanno notato un capriolo ferito nel cimitero San Martino.

La segnalazione è arrivata in mattinata, la stessa in cui gli agenti hanno dovuto iniziare l’operazione di recupero del piccolo di cinghiale, probabilmente uno dei 6 piccoli della mamma cinghiale abbattuta la scorsa settimana a pochi passi dalla Lanterna: in questo caso il salvataggio è riuscito, e l’animale è stato catturato con l’ausilio di una gabbia consentendo così di riaprire Villa Rosazza, chiusa al pubblico dallo scorso venerdì, mentre a Pegli l'intervento è ancora in alto mare, complice la mancanza di personale in grado di intervenire.

La situazione è aggravata dal fatto che il capriolo, ferito e spaventato, se avvicinato potrebbe tentare di fuggire e arrivare direttamente in autostrada, dove sarebbe un pericolo non soltanto per se stesso, ma anche per gli automobilisti che potrebbero ritrovarselo davanti all’improvviso. L’intervento prosegue ormai da qualche ora, con gli agenti del reparto Ambientale - gli unici in grado di intervenire dopo che la Provinciale è stata chiamata a Montaggio - in attesa di trovare una sistemazione al capriolo, ma i tempi si prospettano lunghi. 

La procedura richiede infatti che sul posto intervenga un veterinario specializzato della Asl che lo addormenti, in modo da consentire alla Croce Gialla di trasportarlo in un’apposita struttura. La speranza è che il veterinario arrivi in tempo, e che l’epilogo per il povero capriolo sia simile a quello del cucciolo di cinghiale, che verrà liberato nell’entroterra genovese, in una zona sottoposta a divieto di caccia.

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