Cronaca

Pass disabili, nuove regole più severe per il rilascio

La Regione ha approvato le nuove linee guida per l'assegnazione del Cude: principale requisito, recarsi di persona a fare la visita dal medico legale dell'Asl

Ad oggi in Liguria risultano titolari del contrassegno disabili sono circa 18.000, pari all’1,3% del totale, i cittadini liguri oggi in possesso di contrassegno disabili, oltre la metà dei quali residenti nel Comune di Genova: è quanto è emerso da un recente controllo effettuato dalla Regione, che in giornata ha approvato nuove linee guida più severe per l’assegnazione del pass.

Il nuovo regolamento relativo al Cude (Contrassegno unificato disabili europeo) prevede in particolare che in nessun caso possa essere autorizzata la visita medica presso il domicilio del richiedente, che dovrà quindi presentarsi personalmente nel’ufficio medico legale della Asl per ottenere il certificato indispensabile alla presentazione della domanda al Comune di residenza. 

Inoltre, contrariamente a quanto accadeva in passato, le nuove linee stabiliscono che il certificato di invalidità o di handicap rilasciato da una Asl sia valido su tutto il territorio regionale e abbia validità massima di 5 anni, consentendo quindi alla persona interessata di presentare la richiesta del Cude anche in un secondo tempo, senza dover effettuare ulteriori visite.

Le nuove linee guida sono il frutto di un confronto attento, avviato un anno fa da Regione Liguria con le Asl, l’Inps e soprattutto con la Consulta regionale per l’handicap. Questi soggetti compongono il gruppo di lavoro che, costituito dall’assessorato alla Sanità per il monitoraggio del fenomeno e l’eventuale revisione dei criteri medico legali per la concessione del contrassegno, da oggi diventa permanente, con la partecipazione anche di un rappresentante dei Comuni, designato da Anci Liguria.

«L’obiettivo di questa normativa - ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale - è favorire le persone che hanno diritto al contrassegno attraverso una semplificazione delle procedure amministrative, contrastando al contempo eventuali abusi. È una normativa seria, puntuale, chiara e finalmente omogenea su tutto il nostro territorio, così da evitare disparità di trattamento a seconda dei comuni di residenza e quindi delle Asl di riferimento».

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