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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca Portofino

Parco di Portofino, Tar boccia versione ristretta a tre Comuni

Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso dell'associazione Amici di Portofino e dalla onlus Verdi, ambiente e società contro il decreto che il 10 ottobre 2023 aveva sancito l'accordo tra il ministero e la Regione Liguria

Il Tar della Liguria ha annullato il decreto del ministero dell'Ambiente di perimetrazione provvisoria del Parco nazionale di Portofino ai soli tre comuni di Portofino, Santa Margherita e Camogli, e ripristina la definizione a undici comuni (Avegno, Camogli, Chiavari, Cicagna, Coreglia Ligure, Portofino, Rapallo, Recco, Santa Margherita Ligure, Tribogna e Zoagli) e 5.363 ettari individuata da Ispra nel 2021.

Il tribunale amministrativo ha, infatti, accolto il ricorso dell'associazione Amici di Portofino e dalla onlus Verdi, ambiente e società contro il decreto che il 10 ottobre 2023 aveva sancito l'accordo tra il ministero e la Regione Liguria.

Quell'atto, spiegano i giudici amministrativi, era stato assunto "in assenza di decisivi elementi istruttori tecnico scientifici", ma "soltanto in virtù di un'intesa amministrativa raggiunta con la Regione circa la delimitazione definitiva, che prelude all'istituzione del parco". Annullata, di conseguenza, anche la costituzione del nuovo comitato di gestione provvisoria, limitato ai soli tre comuni.

"I confini del Parco di Portofino - dichiara l'onorevole Francesco Bruzzone - devono assolutamente rimanere quelli storici. Sono convinto che ogni atto di competenza politica debba andare in questa direzione. Prendo atto che Regione Liguria resisterà giustamente a questo tipo di prospettiva ma allo stesso tempo voglio invitare il Ministero dell'Ambiente a prendere una decisione in sintonia con la volontà di chi abita e di chi vive quotidianamente il territorio in questione".

"Determinate posizioni del ministero in materia di parchi - conclude -, non accettabili dalla popolazione, andrebbero a mio avviso revocate. Questa mia personale critica rivolta al ministero dell'Ambiente non è campata in aria ma è fortemente motivata da una conoscenza diretta del territorio e delle popolazioni che ci vivono. Non a caso anche la Regione sostiene le medesime tesi sul Parco di Portofino".

"Sul Parco di Portofino allargato a 11 Comuni - dichiarano il consigliere regionale della Lega, Sandro Garibaldi, e l'assessore regionale, Alessio Piana - non è affatto detta l'ultima parola. Innanzitutto Regione Liguria può presentare appello alla sentenza di oggi del Tar della Liguria che ha annullato il decreto del ministero dell’Ambiente di perimetrazione provvisoria ridotta ai confini storici dei tre Comuni di Santa Margherita Ligure, Portofino e Camogli. Inoltre, siamo fiduciosi che il prossimo 21 giugno i giudici del Tar si pronunceranno a favore del ricorso presentato da Regione Liguria e dai Comuni del Tigullio e del Golfo Paradiso contrari al Parco di Portofino allargato a 11 Comuni".

"I confini del Parco - concludono - devono rimanere quelli storici, così come richiesto dai cittadini che vivono e lavorano nella Riviera di Levante. Non si può andare contro la popolazione, che ha una conoscenza diretta del territorio e si è già espressa in modo contrario all’allargamento del Parco a 11 Comuni. In tal senso, auspichiamo anche un intervento del Ministero dell’Ambiente per far sì che i confini rimangano quelli storici a 3 Comuni. Tenendo presente che anche i giudici del Tar auspicano la perimetrazione definitiva e riconoscono che l’allargata delimitazione provvisoria è sgradita alla Regione Liguria e alla maggior parte dei Comuni, come si evince da estratto della sentenza".

"Cittadini, associazioni, Ispra e ora anche il Tar - dichiara Maria Angela Danzì, europarlamentare uscente e capolista M5S nel Collegio Nord Ovest -: il Parco Nazionale di Portofino ristretto a tre, come vuole il centrodestra, non s'ha da fare. Come al solito l'imposizione di progetti sulla testa e sulla salute di ambiente e persone si rivela un danno anche in termini di perdita di tempo e di soldi. Se anziché andare avanti contro tutto e tutti, il presidente Toti e il ministro Pichetto Fratin avessero ascoltato esperti e cittadini non si sarebbe arrivati a questo punto che ora speriamo sia chiaro anche a loro: il Parco di Portofino a tre non va bene".

"Il Parco, come sempre sostenuto dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale, è quello con il perimetro allargato a 11. Il Movimento 5 Stelle - conclude Danzì - a tutti i livelli - locali, nazionali fino al Parlamento europeo - ha sempre sostenuto questa posizione che è l'unico modo per preservare la fauna e la flora di questo patrimonio ligure, italiano ed europeo".

"Toti e Piana - dichiara Luca Garibaldi capogruppo Pd in Regione - falliscono assieme un'altra volta. Il Tar smentisce per l'ennesima volta la Regione, il Ministero e la Lega. Sul parco di Portofino da ormai sei anni si gioca una partita insostenibile e indecente sulla spalle del territorio. Siamo di fronte all'ennesima forzatura andata male. La scelta di Toti di procedere con un parco a tre Comuni, forzando tutte le regole e tenendo fuori dal nuovo Parco nazionale gli altri Comuni, che ne volevano far parte è fallita. I territori per Toti sono sempre stati merce di scambio per garantirsi il futuro in Regione, lo ha fatto con i confini del Parco per ingraziarsi la Lega e lo ha fatto con il rigassificatore a Vado-Savona per ottenere il terzo mandato da Meloni. Sulle altre modalità di gestione del territorio basta leggere le cronache dei giornali in questi giorni".

"Oggi - prosegue Garibaldi -, però, un altro tassello del sistema predatorio di gestione privatistica della Regione viene meno e ora bisognerebbe avere la decenza di ampliare il Parco nazionale di Portofino nelle modalità previste originariamente, con i comuni che volevano farne parte, invece di continuare a bloccare lo sviluppo sostenibile del territorio perché la Lega è contro i parchi e perché Toti si è svenduto alla Lega".

"Il centrodestra ha fallito ancora una volta - conclude Garibaldi -, è evidente che non ha più credibilità e non ha più l’autorità per assumere delle decisioni. Bisogna voltare pagina rapidamente e cambiare una classe dirigente che ha fallito su tutte le scelte strategiche di questa Regione, contrastando tutti i passi in avanti e positivi. Perché il centrodestra è quello del No a uno sviluppo vero, al verde e a un economia sostenibile".

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