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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca Portofino

Parco di Portofino, il Consiglio di Stato boccia il Tar

Il Consiglio di Stato ha annullato la sentenza di primo grado del Tar della Liguria del 22 marzo scorso: in quella data, i giudici amministrativi accolsero il ricorso contro il decreto ministeriale che imponeva una perimetrazione provvisoria del nuovo parco estesa a 11 Comuni

Un altro tassello si aggiunge alla lunga storia della creazione del Parco di Portofino: il Consiglio di Stato ha accolto alcuni ricorsi presentati dal Ministero dell'Ambiente e Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale contro alcuni Comuni del parco, rinviando di nuovo al Tar le questioni legali sui confini.

Nello specifico, il Consiglio di Stato ha annullato la sentenza di primo grado del Tar della Liguria del 22 marzo scorso: in quella data, i giudici amministrativi accolsero il ricorso contro il decreto ministeriale che imponeva una perimetrazione provvisoria del nuovo parco estesa a 11 Comuni.

Pd: "Regione inadempiente per anni all'avvio del nuovo Parco"

Non mancano le reazioni politiche: "L'annullamento da parte del Consiglio di Stato della Sentenza del Tar Liguria sulla delimitazione provvisoria dei confini del Parco Nazionale di Portofino è una notizia importante - è il commento di Luca Garibaldi, capogruppo Pd in Regione -. I ritardi e l'inazione della Regione, che è stata inadempiente per anni nell'avvio del nuovo Parco, stanno portando purtroppo ad uno stallo, che però non si può risolvere esclusivamente nelle aule del tribunale e con battaglia di carte bollate. La Regione riparta dalla proposta condivisa con i Comuni per far nascere la nuova area protetta nazionale, partendo da chi ha già detto di volerne farne parte. C'è una proposta che Anci Liguria aveva avanzato tempo fa e che costituisce una base di partenza condivisa. La Regione invece di sostenere chi non vuole fare il Parco, inizi ad ascoltare chi invece all’interno di quei confini vuole rientrare per dare un'opportunità di tutela ambientale e di crescita sostenibile per tutta la Liguria".

M5s: "Il Parco ha enormi potenzialità: basta tenerlo fermo al palo"

“Mentre il centrodestra ligure da una parte si straccia le vesti per fermare l’ottima presidente del Parco delle Cinque Terre con pretesti al limite del ridicolo, dall’altro si ostina a osteggiare il Parco nazionale di Portofino - è il commento del consigliere regionale Paolo Ugolini, M5s -. In estrema sintesi: da un lato, si lamenta perché non vuole che si corra il rischio (del tutto infondato, sia chiaro) di rallentare i lavori del Cinque Terre; dall’altro, ingessa la nascita di una realtà nazionale a suon di carte bollate. Bene che il Consiglio di Stato abbia annullato la sentenza del Tar della Liguria. Male però che per colpa della Regione si continui a tenere fermo al palo un Parco che ha enormi potenzialità da un punto di vista ambientale e di sviluppo sostenibile del territorio. La Regione davvero intende continuare a sostenere solo i Comuni che non vogliono farne parte e zittire quelli che invece vogliono entrare nel Parco?"

"La destra farebbe bene a non spendere continuamente i soldi dei cittadini in tribunali amministrativi solo per accontentare le proprie miopie politiche. Tenga invece conto del grande volano economico che il Parco porterebbe al territorio. Lo diciamo da anni e lo ribadiamo oggi, visto che qualcuno evidentemente ancora non l’ha capito”, aggiunge il capogruppo regionale Fabio Tosi. "Auspichiamo che l’aver rinviato nuovamente la questione al Tar apra un nuovo capitolo e che il confronto tra le parti porti a un percorso condiviso. Regione non può continuamente ignorare il territorio rimanendo incollata alla sua idea sbagliata di un Parco francobollo" concludono i pentastellati.

La Regione: "Parco nazionale imposto dall'alto con decreto non condiviso"

In merito alla sentenza del Consiglio di Stato sul Parco Nazionale di Portofino, la Regione Liguria osserva che "la pronuncia del Consiglio di Stato si limita ad invitare tutte le parti processuali ad integrare il contraddittorio nei confronti dei componenti del Comitato provvisorio preposto alla gestione provvisoria del Parco Nazionale. La sentenza non entra quindi nel merito della sentenza del Tar Liguria sui confini del Parco nazionale, riportando la decisione sulla materia di nuovo nelle mani del giudice amministrativo ligure e cioè nel giudice del territorio e dei suoi attori".

Circa le critiche del Pd e del Movimento Cinque Stelle, Regione Liguria "in entrambi i casi le rimanda al mittente: non è stata Regione ad ignorare il territorio, che, anzi, ha sempre tenuto nella massima considerazione. Al contrario, è stato il ministero a varare un decreto calando dall’alto provvedimenti unilaterali, non condivisi, senza tener conto delle ragioni delle comunità locali. I comuni nell’agosto del 2021 si sono trovati davanti un Parco Nazionale imposto con un decreto ministeriale. Proprio dalla mancanza di ascolto e condivisione del ministero sono partite tutte le vicende giudiziarie. L’auspicio è che le decisioni tornino ad essere nelle mani delle amministrazioni locali a partire dal Comune di Portofino, il cui sindaco è presidente del Parco Naturale Regionale: riteniamo che questo sia l’unico modo per garantire l’interesse della cittadinanza e della protezione e valorizzazione del territorio e della biodiversità".

"Divieto di caccia per 5.363 ettari anziché 1.056"

"Torna in vigore la perimetrazione provvisoria del Parco Nazionale di Portofino, per una superficie complessiva di 5.363 ettari - sono le considerazioni della Lega Abolizione Caccia -. Conseguentemente, tra l'altro, viene ripristinato il divieto di attività venatoria nella superficie individuata con decreto n. 332 del 6 agosto 2021 del Ministero della Transizione Ecologica".

"La superficie protetta complessivamente, anche con divieto di caccia,  passa dai precedenti 1.056 ettari (quelli dell'estensione del parco regionale) ai predetti 5.363 ettari. Resta lo sdegno per il comportamento pervicacemente ostruzionistico posto in essere sinora dall'Amministrazione Regionale della Liguria, rimasta soccombente nel giudizio amministrativo d'appello".

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