Parchi di Nervi, la proposta dopo le polemiche: «Prati aperti a rotazione»

Tra le idee prese in considerazione per portare avanti le semine e allo stesso tempo consentire ai visitatori di vivere il parco, una sorta di "calendario" per i singoli prati

«I prati sono recintati non per tenere fuori le persone, ma per consentire all’erba di crescere»: nel giorno in cui in consiglio comunale si è ritrovati a rispondere a diverse interrogazioni relative a lavori e manutenzioni sul territorio cittadino, l’assessore Paolo Fanghella interviene anche su un tema che ormai da giorni tiene banco soprattutto sui social network. E cioè l’utilizzo e la fruizione dei Parchi di Nervi, gioiello verde della città che con l’arrivo della primavera, sopratutto nei weekend soleggiati, si riempie di persone a caccia di uno spazio in cui potersi rilassare, mangiare qualcosa sul prato e godersi il clima.

Il problema è sorto quando alcune persone - in primisi ragazzini, ma anche qualche adulto - hanno deciso di ignorare i cartelli posizionati da Aster dopo la semina e di sfruttare il prato dove l’erba era ancora in fase di crescita per una partita di calcio. Il weekend successivo, quando ancora la polemica non si era del tutto spenta, un altro episodio immortalato dalle Guardiee Zoofile genovesi: lettini da spiaggia posizionati nel roseto. E il dibattito si è nuovamente aperto, con persone che invocano maggiore rispetto per il parco e altre che invece chiedono di poterlo sfruttare come ogni altro parco per fare un pic-nic, sedersi o sdraiarsi sul prato, chiacchiereare con gli amici e prendere il sole. 

«Sono d’accordo sul fatto che i parchi vadano vissuti - ha detto Fanghella - detto questo giocare a pallone su un prato, anche se non è stato appena seminato, non si dovrebbe mai fare: significa distruggerlo. Come Comune ovviamente vogliamo che i parchi siano di tutti, e per questo stiamo pensando di emettere in pratica un sistema di utilizzo a rotazione per portare contemporaneamente avanti le semine».

L’idea è quella di recintare a turno i prati più grossi per il periodo necessario per la semina, lasciando aperti al pubblico gli altri: in questo modo gran parte del parco sarà disponibile per i visitatori, e allo stesso tempo il Comune potrà seguire il calendario delle semine evitando di incappare nell’errore commesso al termine di Euroflora.

«Quando è finita Euroflora abbiamo seminato in modo non corretto - ammette Fanghella - il risultato è che in certi punti non abbiamo fatto la rizollatura, in altri la semina non ha attecchito ed è stata sostituita dalla gramigna, che ha soffocato le altre piante e che d’inverno vira al marrone. Per questo motivo il parco sembrava a chiazze».

Dopo l’errore (e le conseguenti proteste), il Comune ha chiesto aiuto a una task force di esperti che hanno analizzato tutti i parchi cittadini, compresi quelli di Nervi, indicando le semine migliori e i periodo più opportuni per piazzarle: «Quella dei giorni scorsi è la seconda semina, dopodiché abbiamo terminato - conclude Fanghella - Sarebbe opportuno lasciare che il processo arrivi alla fine. Per impedire alle persone di calpestare i prati seminati bisognerebbe ci fossero i vigili 24 ore su 24, cosa che non è possibile: proveremo a mettere cartelli un po’ più grossi, ma sarebbe sufficiente un po’ più di senso civico da parte di tutti».

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