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Parchi a Genova: da Nervi a Voltri situazione disastrosa

L'allarme lanciato da Italia Nostra con una lettera al Comune. Gestione disastrosa, in particolar modo in villa Rozzana, villa Pallavicini, villa Duchessa di Galliera e soprattutto nei parchi di Nervi

Villa Rosazza, Villa Pallavicini, Villa Duchessa di Galliera e i parchi di Nervi, quattro bellezze di Genova, quattro parchi sotto la lente di ingrandimento di Italia Nostra, l’Associazione Nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione.

Il quadro, fornito dall’associazione è tutt’altro che roseo, tanto è che il Comune ha ricevuto un dossier dettagliato sullo stato di degrado delle ville storiche appena menzionate.

Secondo l’Associazione c’è stata una gestione dei parchi «disastrosa». «Il Comune – sottolinea Italia Nostra nella lettera inviata a Marco Doria e all’assessore al Verde e ai Parchi, Valeria Garotta – ha potuto contare su una significativa somma da destinare al restauro di sette Parchi storici cittadini. Si tratta di lavori in larga parte già iniziati che la Sua amministrazione dovrà portare a termine, ben consapevole che si tratta di una fondamentale e unica occasione per il rilancio dei Parchi storici».

Parole forti quelle usate dall’Associazione, ma lei stessa offre il proprio contributo per aiutare Genova e i suoi parchi candidandosi in prima persona per risolvere questo problema e per dare soluzioni al Comune. Concentrare gli investimenti sul restauro dei manufatti artistico architettonici originali, sul ripristino dell’impianto botanico, «vigilando affinché in corso d’opera non venga cambiata la destinazione d’uso dei fondi, come si rischia che possa accadere per i Parchi di Nervi», recita una parte della missiva.

La situazione a Genova è grave, e andando nel dettaglio dei quatto parchi si capisce come le soluzioni non siano così facili da adottare:

- Villa Duchessa di Galliera: il parco di Voltri è problematico soprattutto per la gestione del recinto dei daini. Inoltre c’è una difficile compenetrazione tra una zona di origine settecentesca, una neoclassica, una di ispirazione vittoriana e un’ampia porzione dedicata alla produzione agricola. Secondo Italia Nostra, i quattro giardinieri di As.Ter sono inadeguati all’estensione del parco.

- Parchi di Nervi: sono una delle maggiori attrazioni turistiche e non solo, per questo devono essere assolutamente recuperati. Diverse le problematiche: mancanza di manodopera specializzata per intervenire sui giardini storici, mancanza di una visione generale degli interventi che implica la necessità di un curatore, scarsa chiarezza sui possibili usi di un parco storico.

- Villa Pallavicini: è una delle bellezze di Pegli e di tutta Genova. Qui la gestione è affidata alla ripartizione Giardini e Foreste del Comune e poi ad As.Ter. Secondo Italia Nostra mancano le competenze direttive e operative per gestire un bene così articolato. A questo vanno sommati i risultati di pessimi restauri sugli edifici.

- Villa Rosazza: situata nel quartiere di San Teodoro è chiusa al pubblico dal 2010 data di inizio dei lavori di manutenzione straordinaria e recupero ambientale. Oltre alla vegetazione, gli interventi riguardano l’ex pista di pattinaggio che verrà attrezzata come spazio polivalente e il ripristino della catena dell’acqua. Dopo due anni la villa è ancora chiusa.

Per quanto riguarda le mosse da adottare il presidente Alberto Beniscelli identifica nel «nominare i curatori dei Parchi storici» la prima azione da fare. «Così come avviene per i musei, essi dovranno fungere da responsabili della manutenzione ordinaria della pianificazione del verde, del rispetto delle regole d’uso, della ricerca di nuovi fondi, tutte funzioni oggi purtroppo suddivise tra diversi uffici. La gestione economica dei Parchi storici andrebbe scorporata dalla normale gestione del verde urbano, dando vita a specifiche fondazioni, garanzia di una gestione più oculata e trasparente, e capace di intercettare fondi provenienti da privati, da altre istituzioni,da progetti europei, con un occhio attento alle possibili ricadute turistiche».

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